Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 18 Maggio 2022

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MERCOLEDÌ 18 MAGGIO – QUINTA SETTIMANA DI PASQUA [C]

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Per rimanere in Cristo, prima si deve entrare in Lui. Come si entra in Lui? Attraverso una sola via che è quella del battesimo: “Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».  Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

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Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo” (Gv 3,1-13).

Per poter ricevere il battesimo uno prima deve essere fatto discepolo di Gesù. Si fa discepolo attraverso la predicazione e l’annuncio della Parola di Gesù: “Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,18-20). E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.  Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano (Mc 16,15-20).

Poiché oggi sta divenendo impossibile sia fare discepoli che battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, si sta condannando ogni uomo ad essere fico infruttuoso. Ogni uomo è un albero piantato nella vigna del Signore. È però un albero selvatico. Mai potrà produrre frutti di Cristo. Per produrli, dovrebbe essere innestato con la vita di Cristo Gesù. Poiché oggi si insegna che questo innesto non è più necessario, altro non si fa che condannare l’albero a rimanere selvatico. E chi dice e insegna queste cose sono gli stessi discepoli di Gesù. Ma se i discepoli di Gesù insegnano queste cose, di certo non parlano né dal cuore del Padre, né dal cuore del Figlio suo Unigenito e neanche dallo Spirito Santo. Parlano dal proprio cuore.

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LEGGIAMO IL TESTO DI Gv 15,1-8

Ogni discepolo di Gesù deve prestare molta attenzione. La sua parola non è rivolta alle zanzare, alle mosche, ai moscerini, alle lucertole, ai ragni, ai pipistrelli. Pur essendo questi animali creature di Dio anche essi meritano grande rispetto quando si parla a loro o si parla di loro. Il discepolo di Gesù parla a delle anime che sono immortali e che di conseguenza potrebbero anche finire nella perdizione eterna.

Con quale coraggio tu, cristiano, condanni un’anima alla morte eterna con le tue parole che sono in aperto ed evidente contrasto con la divina Parola che Cristo Gesù ha fatto giungere al tuo orecchio, Parola che Lui ha sigillato con il suo sangue per attestarne la verità? Se tu, cristiano, vuoi essere onesto, se non credi tu nella Parola del tuo Signore, lascia che credano gli altri. Il silenzio per te è vero atto di sapienza.

La parola che nega la Parola di Gesù Signore e la verità dello Spirito Santo, è gravissimo peccato. A nessuno è consentito negare una sola Parola di Cristo Gesù. Esse sono state date a noi a prezzo del suo sangue. A nessuno discepolo di  Gesù è lecito disprezzare il sangue del suo Redentore e Salvatore. La Vergine Maria ci aiuti. Vogliono dire solo ciò che Gesù ha detto. Amen.

Fonte

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