Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 18 Gennaio 2020

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Il commento alle letture del 18 gennaio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Non sono i sani che hanno bisogno del medico

SABATO 18 GENNAIO (Mc 2,13-17)

Giobbe chiama i suoi amici, incapaci di curare la ferita del suo spirito: medici da nulla, capaci solo di imbrattare di menzogne: “Ecco, tutto questo ha visto il mio occhio, l’ha udito il mio orecchio e l’ha compreso. Quel che sapete voi, lo so anch’io; non sono da meno di voi. Ma io all’Onnipotente voglio parlare, con Dio desidero contendere. Voi imbrattate di menzogne, siete tutti medici da nulla. Magari taceste del tutto: sarebbe per voi un atto di sapienza! Ascoltate dunque la mia replica e alle argomentazioni delle mie labbra fate attenzione. Vorreste forse dire il falso in difesa di Dio e in suo favore parlare con inganno? Vorreste prendere le parti di Dio e farvi suoi avvocati? Sarebbe bene per voi se egli vi scrutasse? Credete di ingannarlo, come s’inganna un uomo? Severamente vi redarguirà, se in segreto sarete parziali. La sua maestà non vi incute spavento e il terrore di lui non vi assale? Sentenze di cenere sono i vostri moniti, baluardi di argilla sono i vostri baluardi. Tacete, state lontani da me: parlerò io, qualunque cosa possa accadermi! (Gb 13,1-13). Per essi il suo spirito rimane nella grande malattia e sofferenza. Anche oggi molti sono i medici da nulla.

Geremia invece dice ai medici che avrebbero dovuto curare Gerusalemme, che curano la sua ferita alla leggera: “Lasciati correggere, o Gerusalemme, perché io non mi allontani da te e non ti riduca a un deserto, a una terra disabitata». Così dice il Signore degli eserciti: «Racimolate, racimolate come una vigna il resto d’Israele; stendi ancora la mano verso i tralci come un vendemmiatore». A chi parlerò, chi scongiurerò perché mi ascolti? Il loro orecchio non è circonciso, non sono capaci di prestare attenzione. La parola del Signore è per loro oggetto di scherno, non ne vogliono sapere. Perché dal piccolo al grande tutti commettono frode; dal profeta al sacerdote tutti praticano la menzogna. Curano alla leggera la ferita del mio popolo, dicendo: «Pace, pace!», ma pace non c’è. Dovrebbero vergognarsi dei loro atti abominevoli, ma non si vergognano affatto, non sanno neppure arrossire” (Ger 6,8-15). E ancora: “Come potete dire: “Noi siamo saggi, perché abbiamo la legge del Signore”? A menzogna l’ha ridotta lo stilo menzognero degli scribi! I saggi restano confusi, sconcertati e presi come in un laccio. Ecco, hanno rigettato la parola del Signore: quale sapienza possono avere? Per questo darò le loro donne a stranieri, i loro campi ai conquistatori, perché dal piccolo al grande tutti commettono frode; dal profeta al sacerdote tutti praticano la menzogna. Curano alla leggera la ferita della figlia del mio popolo, dicendo: “Pace, pace!”, ma pace non c’è. Dovrebbero vergognarsi dei loro atti abominevoli, ma non si vergognano affatto, non sanno neppure arrossire” (Ger 8,8-12). Chi vuole curare gli altri, deve lasciarsi prima lui curare dalla Parola del Signore. Quando la Parola del nostro Dio non diviene la sola luce che illumina il nostro cuore e la nostra anima, nulla possiamo operare per la guarigione dei fratelli. Il santo santifica. Il guarito da Dio guarisce.

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Farisei, scribi, sadducei, capi dei sacerdoti avevano diviso il mondo in due. Da un lato c’erano le loro sette nelle quali tutti erano santi. Dall’altro, separati da un abisso invalicabile, vi erano gli altri uomini, a loro giudizio tutti peccatori, con i quali non si doveva avere nessun contatto. Gesù invece viene e colma questo abisso. Il Santo si pone a servizio dei peccatori, il Giusto si mette a disposizione degli ingiusti, per la loro conversione, redenzione, salvezza. Lui non cura alla leggera la ferita del suo popolo. Dona ad essa il divino antibiotico della sua carne e il potente vaccino del suo sangue. Poi tutti conduce nell’ospedale dello Spirito Santo, con infermiera la Madre sua.

Madre di Dio, Angeli, Santi, date alla Chiesa valenti medici per curare il mondo.

Fonte@MonsDiBruno