Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 17 Luglio 2020

244

Il commento alle letture del 17 Luglio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Misericordia io voglio e non sacrifici

VENERDÌ 17 LUGLIO (Mt 12,1-8)

La misericordia è somma attenzione al fine di operare il bene attuale più grande in una situazione di grave disagio. Davide e i suoi sono affamati. Il sacerdote prende i pani dell’offerta e li dona a Davide e ai suoi: “Ora però se hai sottomano cinque pani, dammeli, o altra cosa che si possa trovare”. Il sacerdote rispose a Davide: «Non ho sottomano pani comuni, ho solo pani sacri per i tuoi giovani. Gli diede il pane sacro, perché non c’era là altro pane che quello dell’offerta, ritirato dalla presenza del Signore, per mettervi pane fresco nel giorno in cui quello veniva tolto” (1Sam 21,4-7). La legge della sacralità rituale viene abrogata in nome della misericordia. Gesù chiede ai farisei di abrogare la loro tradizione umana e usare la misericordia capace di dare soluzione di bene ad ogni condizione di grave disagio degli uomini.

Il grido del Signore che vuole misericordia e non sacrifici è alzato dal profeta Osea: “Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà. Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà. Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare, e noi vivremo alla sua presenza. Affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta è sicura come l’aurora. Verrà a noi come la pioggia d’autunno, come la pioggia di primavera che feconda la terra”. Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce. Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti” (Os 6,1-6). Conoscere Dio è conoscere la Legge di Dio che è sempre Legge di amore, misericordia, giustizia, verità, santità. Dinanzi a chi ha fame si deve avere pietà efficace. La pietà è efficace se toglie la fame.

Possente è anche il grido di Isaia. Il Signore non sopporta i sacrifici a lui offerti nell’ingiustizia e nella mancanza di amore: «Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero? – dice il Signore. Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di pingui vitelli. Il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo: che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l’incenso per me è un abominio, i noviluni, i sabati e le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova» (Is 1,11-17). Al Signore un solo sacrificio è gradito: l’obbedienza alla sua Legge. È sua Legge soccorrere il misero, l’affamato, il bisognoso, il povero, il solo.

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Scribi e farisei non hanno leggi di amore, carità, giustizia, misericordia. La loro è legge di non amore, non carità, non giustizia, non misericordia. A loro nulla interessa dei discepoli che strappano le spighe. Il loro intento è ben altro: distruggere Cristo come vero Maestro nelle cose di Dio. Accusano i discepoli ma per denigrare il Maestro. Ma questo è intento veramente satanico. Gesù rivela al mondo che sono essi maestri del nulla. Sono solo raffazzonatori di menzogna per distruggere la verità di Dio nei cuori.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che sempre le nostre leggi siano misericordia e pietà.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.