Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 17 Gennaio 2021

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Sentendolo parlare così, seguirono Gesù

DOMENICA 17 GENNAIO (Gv 1,35-42)

Una parola di verità, santità, giustizia, carità, speranza, misericordia, luce può cambiare la storia di un uomo e una parola di falsità, menzogna, inganno, la può rovinare per l’eternità. L’Apostolo Giacomo così ammonisce i credenti in Cristo Gesù: “Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna. Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall’uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei! La sorgente può forse far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un albero di fichi produrre olive o una vite produrre fichi? Così una sorgente salata non può produrre acqua dolce. Chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità. Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia (Gc 3,1-18).  Chi vuole che la sua parola sia di salvezza e non di perdizione deve avere un cuore puro. Dal suo cuore sorgerà sempre una parola di vita. Dal cuore impuro verrà fuori una parola di morte. Nessuno che ha il cuore impuro potrà dire una sola parola di vita eterna. Mai.

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Giovanni è vero profeta del Dio vivente. Il suo cuore è colmo di Spirito Santo. Vede Cristo Signore, dice di Lui una purissima verità e due dei suoi discepoli gli vanno dietro. Gesù, dal cuore purissimo, colmo del Padre e dello Spirito Santo, parla ai suoi discepoli che rimangono per un giorno presso di Lui, e questi divengono sua Parola di vita presso i loro fratelli. Infatti Andrea incontra Simone, suo fratello e lo conduce a Gesù. È come se Giovanni il Battista con la sua parola di purissima verità avesse scatenato una reazione a catena. Purezza di verità in Giovanni, in Gesù, in Andrea. Su questo dovremmo riflettere molto. La mia parola di purissima verità scatena una reazione a catena perché la verità entri in molti altri cuori? In fondo questa è la vera evangelizzazione: una parola di verità che provoca una reazione e coinvolge tutti.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che la nostra parola sia purissima verità.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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