Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 17 Febbraio 2020

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Il commento alle letture del 17 Febbraio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

A questa generazione non sarà dato alcun segno

LUNEDÌ 17 FEBBRAIO (Mc 8,11-13)

Il Salmo rivela che, nonostante il Signore concedesse segni di salvezza, liberazione, misericordia, grande amore, il popolo rimaneva sempre ostinato nella sua ribellione: “I nostri padri, in Egitto, non compresero le tue meraviglie, non si ricordarono della grandezza del tuo amore e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso. Ma Dio li salvò per il suo nome, per far conoscere la sua potenza. Minacciò il Mar Rosso e fu prosciugato, li fece camminare negli abissi come nel deserto. Li salvò dalla mano di chi li odiava, li riscattò dalla mano del nemico. L’acqua sommerse i loro avversari, non ne sopravvisse neppure uno. Allora credettero alle sue parole e cantarono la sua lode. Presto dimenticarono le sue opere, non ebbero fiducia nel suo progetto, arsero di desiderio nel deserto e tentarono Dio nella steppa. Concesse loro quanto chiedevano e li saziò fino alla nausea. Divennero gelosi di Mosè nell’accampamento e di Aronne, il consacrato del Signore. Allora si spalancò la terra e inghiottì Datan e ricoprì la gente di Abiràm. Un fuoco divorò quella gente e una fiamma consumò quei malvagi. Si fabbricarono un vitello sull’Oreb, si prostrarono a una statua di metallo; scambiarono la loro gloria con la figura di un toro che mangia erba. Dimenticarono Dio che li aveva salvati, che aveva operato in Egitto cose grandi, meraviglie nella terra di Cam, cose terribili presso il Mar Rosso. Ed egli li avrebbe sterminati, se Mosè, il suo eletto, non si fosse posto sulla breccia davanti a lui per impedire alla sua collera di distruggerli. Rifiutarono una terra di delizie, non credettero alla sua parola” (Cfr. Sal 106 (105) 1-48). Ma il Signore Dio nostro mai smette di mostrare la sua misericordia.

L’amore del Signore mai viene meno. È certezza eterna, verità divina immutabile: “Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. Ha creato i cieli con sapienza, perché il suo amore è per sempre. Ha disteso la terra sulle acque, perché il suo amore è per sempre. Ha fatto le grandi luci, perché il suo amore è per sempre. Il sole, per governare il giorno, perché il suo amore è per sempre. La luna e le stelle, per governare la notte, perché il suo amore è per sempre. Colpì l’Egitto nei suoi primogeniti, perché il suo amore è per sempre. Da quella terra fece uscire Israele, perché il suo amore è per sempre. Con mano potente e braccio teso, perché il suo amore è per sempre. Divise il Mar Rosso in due parti, perché il suo amore è per sempre. In mezzo fece passare Israele, perché il suo amore è per sempre. Vi travolse il faraone e il suo esercito, perché il suo amore è per sempre. Guidò il suo popolo nel deserto, perché il suo amore è per sempre. Diede in eredità la loro terra, perché il suo amore è per sempre. In eredità a Israele suo servo, perché il suo amore è per sempre. Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi, perché il suo amore è per sempre. Ci ha liberati dai nostri avversari, perché il suo amore è per sempre. Egli dà il cibo a ogni vivente, perché il suo amore è per sempre. Rendete grazie al Dio del cielo, perché il suo amore è per sempre (Sal 136 (135), 1-26). I segni manifestano quanto è grande l’amore del Signore. La razionalità dell’uomo coglie nei segni l’onnipotenza della misericordia di Dio, ma poi è la volontà che deve convertirsi alla Parola. Se il cuore è di pietra, a nulla serve il segno, la prova di forza. Ma Dio rimane amore per natura eterna.

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

Perché Gesù li lascia, sale sulla barca e parte per l’altra riva? Li lascia perché i farisei non sono venuti per credere in Lui, ma per non credere. Vogliono un segno perché possano radicarsi nella loro incredulità. Tutte le opere di Gesù sono un segno di amore per la loro conversione. Ma la loro mente è cieca e il loro cuore è di pietra. Non c’è segno che potrà smuoverli. Qualsiasi segno avesse dato, lo avrebbero rifiutato. Ha dato il grande segno della sua risurrezione. Per negarlo hanno corrotto i soldati perché attestassero il falso. Per amore Gesù si rifiuta di dare il segno. Lo darà loro in seguito.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che mai mettiamo alla prova Gesù, il Santo di Dio.

Fonte@MonsDiBruno

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