Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 17 Aprile 2020

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Il commento alle letture del 17 Aprile 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete

VENERDÌ 17 APRILE (Gv 21,1-14)

Dice Gesù nel Vangelo secondo Giovanni: “Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio». Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola”»” (Gv 10,14-18.27-30). Le anime sono tutte di Dio. Ogni uomo è di Dio. Il Signore, il Creatore dell’uomo, vuole dare l’opera delle sue mani a Cristo Gesù, il solo suo Buon Pastore. Il Padre non conosce nessun altro come suo Buon Pastore. Gesù riceve le pecore e le custodisce, nutrendole con la sua stessa vita, donando loro la sua Parola, che è Parola del Padre.

Prima di ritornare al Padre, Gesù confessa nella preghiera di aver vissuto bene la sua missione di Buon Pastore. Ha custodito le pecore che il Padre gli ha affidato: “Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo” (Gv 17,12-14). Ora è venuto il tempo di costituire Pietro Pastore di tutto il suo gregge: Totius Ecclesiae Pastor. Prima però gli deve dare l’ultimo insegnamento. Se lui, se gli altri con lui e sotto la sua guida nella verità e nella carità, vorranno prendere pesci nella rete della Chiesa, sempre dovranno gettare la rete dalla parte destra. Perché dalla parte destra? Perché anche Lui ha gettato la rete dalla sua parte destra. È dalla parte destra del tempio che scorre il fiume della grazia e dello Spirito Santo, il fiume della vita. La Parola del Vangelo non accompagnata da questo fiume non produce frutti.

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Dal lato destro del tempio scorre il fiume che dona vita a tutta la terra e anche al Mar Morto. Dal lato destro di Cristo Gesù è sgorgato il fiume della grazia e dello Spirito Santo, che dovrà dare vita ad ogni sua Parola. Dal cuore di Pietro e degli Apostoli dovrà sgorgare il fiume della grazia e dello Spirito Santo di Cristo. Se Pietro e gli Apostoli semineranno la Parola, senza questo fiume di grazia e di Spirito Santo, trascorreranno tutta la notte del tempo senza mai prendere uomini per il regno di Dio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano sia nella Chiesa questo fiume.

Fonte@MonsDiBruno