Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 17 Agosto 2021

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«In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».

Il giovane ricco se ne va. Gesù prende la parola e dice ai suoi discepoli: In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. È una sentenza ed una profezia di morte eterna per il ricco. Su cosa si fonda tale parola? La risposta ce la dona Gesù stesso quando mette in guardia i suoi discepoli a porre ogni attenzione perché non siano conquistati dall’inganno delle ricchezze. La vita non dipende dalla ricchezza né sulla terra né nell’eternità. Ricchezza è tutto ciò che non serve all’uomo né per l’anima, né per lo spirito, né per il corpo, né per il tempo, né per l’eternità, né per la terra, né per il cielo. Il primo frutto della ricchezza è l’immersione dell’uomo nei vizi. Quando il vizio entra nel cuore dell’uomo come sua prima azione esclude Dio da esso. Un cuore senza Dio diviene senza alcuna sapienza. Senza la sapienza di Dio, si abbandonano i Comandamenti, si finisce nel peccato. Gesù ribadisce ciò che ha appena detto: Ve lo ripeto. È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Parole che lasciano senza speranza, senza appello, che sono condanna eterna. Può un cammello passare per la cruna di un ago? Naturalmente mai. Può passare per miracolo, solo se il suo corpo diviene sottile come il filo oppure invisibile come lo spirito. Occorre una vera trasformazione della sua natura. Così sarà per il ricco. Anzi sarà ancora più difficile. Il miracolo per lui dovrà essere ancora più grande. Ma il miracolo solo Dio lo può fare. Nessun ricco si può fare il miracolo del cambiamento di natura. Se non può, neanche entra. Queste parole non vanno intese metaforicamente, ma realmente. Gesù le dice con tutta la serietà e verità divina che illuminano il suo cuore. Non sono parole da prendersi alla leggera. Sono vera, autentica, immortale profezia.

I discepoli comprendono la gravità e la pesantezza eterna delle parole di Gesù e rimangono stupiti. La reazione consiste in una sola domanda: Allora chi può essere salvato? Essi credono nella realtà e concretezza della Parola di Gesù. Credono che è veramente difficile salvarsi per quanti si lasciano conquistare dalla ricchezza e divengono suoi adoratori. Nessuna idolatria conduce in Paradiso. L’idolatria della ricchezza è una delle peggiori idolatrie. Per la ricchezza si uccide, si tortura, ci si consegna al male, alla delinquenza, alle estorsioni, ad ogni cattiveria e malvagità. Per essa ci si vende il padre e la madre e si diviene seminatori di morte. È il male oscuro del desiderio. La sete della ricchezza muove ogni guerra. Infinite sono le calamità che essa provoca. Quando il cuore si lascia afferrare da questa sete, non c’è denaro che basti. Più si ha e più si vuole avere. La sete del denaro è la causa di tutti i mali. La perdizione è eterna, perché la sete della ricchezza inevitabilmente ci trascina o prima o dopo fuori dell’obbedienza ai Comandamenti e alle Beatitudini. Indurisce il cuore e lo fa divenire di pietra. Con il cuore di pietra non c’è vita.

Gesù rassicura i suoi discepoli: Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile. Qual è il vero, profondo significato di questa parola di Gesù Signore? Nega forse quanto ha detto precedentemente? Nient’affatto. Gesù sottopone anche l’idolatria della ricchezza alla legge della grazia e della conversione. Finché si è schiavi della ricchezza non c’è vita eterna. Si è esclusi dal regno dei cieli. Questo vale per ogni idolatria. L’idolatria è perdizione.  Ci si può convertire dalle idolatrie? Con la grazia di Dio ci si può convertire. Nel momento della conversione, si abbandona ciò che prima si adorava e si entra nella vera obbedienza a Dio, secondo i Comandamenti e le Beatitudini. Perché la conversione avvenga occorre che il cristiano sia portatore dello Spirito Santo nel suo cuore. La sua parola di invito alla conversione, proferita nello Spirito del Signore, può operare il grande miracolo della conversione. A Dio tutto è possibile, perché allo Spirito Santo tutto è possibile. Ma chi deve portare lo Spirito della conversione è il cristiano, il ministro della Parola, il missionario di Cristo Signore. Con lo Spirito Santo la conversione è possibile. La Parola di Gesù sempre va interpretata con la Parola di Gesù. Ora Gesù dice una verità assoluta: Quando un uomo è schiavo e idolatra della ricchezza, questa lo renderà a tal punto disumano da fargli perdere la salvezza eterna. Ma Gesù sempre ha detto che la conversione è possibile. La conversione però ha le sue leggi e le sue regole: deve essere operata dallo Spirito Santo. Lo Spirito va portato dal corpo di Cristo. Ogni cristiano è corpo di Cristo. Se il cristiano, che è corpo di Cristo, non vive in Cristo, con Cristo, per Cristo, perché non dimora nella Parola, mai porterà lo Spirito di conversione e gli idolatri continueranno nella loro idolatria e gli immorali nella loro immoralità.

LEGGIAMO IL TESTO DI Mt 19,23-30

Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.

Pietro interviene prontamente e manifesta a Gesù che loro non sono come il giovane ricco che se ne va. Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Questa sequela quale vantaggio porterà ad essi? Che cosa dunque ne avremo? Gesù ha già dato la risposta al giovane ricco. Sarai perfetto sulla terra e nei cieli, avrai un tesoro nei cieli. Sulla terra i tesori non servono. L’unico tesoro vero sulla terra è l’elemosina e la misericordia. Chi è nel Vangelo, chi vive in Cristo, con Cristo, per Cristo, chi è mosso dallo Spirito Santo, chi è vero figlio del Padre, non ha bisogno di nulla. Ha tutta la ricchezza dell’universo e dell’eternità.

Prima di ogni cosa Gesù rivela ai suoi discepoli qual è la ricchezza eterna che sarà loro data. Quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, anche loro siederanno su dodici troni. Il Signore li costituirà giudici delle dodici tribù d’Israele. In gloria sono innalzati sopra tutti i loro padri. Il giudice è colui che è posto sopra gli altri. Sulla terra Lui ha il posto di Dio. I discepoli di Gesù nel cielo avranno una gloria altissima. Nel Paradiso c’è gloria e gloria. Quella dei discepoli di Gesù sarà gloria sopra le altre glorie. L’onore che il Signore conferirà loro sarà oltremodo grande. Saranno gloria e onore eterni, immortali, che mai verranno meno. Ora passiamo alla ricompensa che riceveranno sulla terra. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.  La Parola di Gesù non va interpretata alla Lettera. Parliamo di pienezza del cuore. Quanto può riempiere il cuore una casa, un fratello, una sorella, un padre, una madre, un figlio? Gesù promette che lo riempirà cento volte tanto. La gioia che Lui darà a chi avrà rinunziato a qualsiasi cosa sarà cento volte superiore a quella che si sarebbe ottenuta non facendo la rinunzia. Quella della terra è una gioia imperfetta, lacunosa, sempre inadeguata, sempre da colmare. Quella che dona Gesù è gioia perfetta, piena, nulla si deve aggiungere, mai dovrà essere colmata. Cento volte tanto indica però perfezione finita, perché sulla terra mai potrà esserci perfezione infinita. Nel regno di Cristo Signore è grande chi serve. È il primo chi prende e occupa l’ultimo posto. Merita onore e gloria solo chi si sottomette al Signore e rimane nella grande umiltà. Nel regno dei cieli ogni misura si capovolge. La Madre di Dio innalzata sopra i cori degli Angeli e sopra i Santi, ci aiuti a comprendere. Dalla retta comprensione nasce la nostra vita nuova. Amen.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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