Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 17 Agosto 2020

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Che altro mi manca?

LUNEDÌ 17 AGOSTO (Mt 19,16-22)

La domanda che quest’uomo rivolge a Gesù – che altro mi manca? – deve essere di ogni discepolo del Signore. Ma chi può dare la giusta risposta? Lo Spirito Santo e chi è nello Spirito del Signore. Lo Spirito Santo, nel Libro dell’Apocalisse, rivela all’Apostolo Giovanni cosa manca ad ogni Angelo della Chiesa di Asia. Dalle sue rivelazioni nessuno potrà mai stare tranquillo. Sono più le cose che mancano, che quelle che si possiedono nelle cose di Dio. Ecco un esempio di grave mancanza: “All’angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi: “Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista. Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti. Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”»” (Ap 3,14-22).

Nel Libro di Giobbe, Elifaz rivela che anche negli Angeli il Signore trova difetti: “A me fu recata, furtiva, una parola e il mio orecchio ne percepì il lieve sussurro. Negli incubi delle visioni notturne, quando il torpore grava sugli uomini, terrore mi prese e spavento, che tutte le ossa mi fece tremare; un vento mi passò sulla faccia, sulla pelle mi si drizzarono i peli. Stava là uno, ma non ne riconobbi l’aspetto, una figura era davanti ai miei occhi. Poi udii una voce sommessa: “Può l’uomo essere più retto di Dio, o il mortale più puro del suo creatore? Ecco, dei suoi servi egli non si fida e nei suoi angeli trova difetti, quanto più in coloro che abitano case di fango, che nella polvere hanno il loro fondamento!” (Gb 4,12-19). Chi vuole conoscere cosa manca al suo stato spirituale, deve invocare lo Spirito Santo perché glielo riveli. Deve anche chiedere al Signore la grazia di essere ammaestrato con ogni purezza di dottrina, verità, giustizia in tutte le cose che riguardano Dio nella sua vita. Un tempo si parlava di Padre spirituale. Oggi tutti si dichiarano padri e madri spirituali, insegnando però dottrine che sono dal loro cuore. E così l’anima va alla deriva perché senza saggia e vera guida.

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

Quest’uomo osserva i comandamenti. Gli manca però la perfezione secondo la volontà di Dio sulla sua persona. Se lui vuole essere perfetto, se la sua richiesta è vera, deve andare vendere quanto possiede, dare il ricavato ai poveri, poi venire e seguire Gesù. Deve consacrare tutta la vita a salvare molti cuori con l’annunzio del Vangelo. A questo invito, lui si tira indietro. Il suo molti beni tengono prigioniero il suo cuore. Lui è come incatenato ai suoi beni. La tristezza del suo volto attesta però che la Parola di Gesù non cade mai a vuoto. Da questo istante quest’uomo sa il suo stato spirituale. È incapace di rinunziare ad un bene effimero per un bene eterno, ad un bene materiale per un bene spirituale, ad un bene umano per un bene divino. Questa tristezza lo accompagnerà per tutta la vita, perché sempre si dovrà ricordare che non c’è Parola più vera per un uomo di quella proferita per lui da Gesù Signore. Questa verità vale per ogni uomo che ha ascoltato la Parola del Signore e non l’ha ascoltato.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci veri ascoltatori di ogni Parola di Gesù Signore.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.