Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Settembre 2021

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Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati».

Gesù è uomo dalla grande comunione. Partecipava realmente alla vita della gente. Partecipando, trasformava ogni incontro in un insegnamento, in una grande manifestazione della verità del Padre. Oggi da uno dei farisei è invitato a mangiare da lui. Gesù entra nella casa del fariseo e si mette a tavola. Una donna di quella città – è una peccatrice – avendo saputo che Gesù si trovava in quella casa, nella casa cioè del fariseo, viene e porta un vaso di profumo. Di sicuro la gente rimane attonita e stupita vedendo la donna entrare in quella casa portando con sé un vaso di profumo. Nella casa di un fariseo non c’è spazio per donne come questa. Ma la donna, sfidando ogni buon uso e consuetudine, vi  entra.

Si pone dietro, presso i piedi di Gesù. Piange. Comincia a bagnare i piedi di Gesù di lacrime. Poi li asciuga con i suoi capelli, li bacia, li cosparge di profumo. È un’azione inaudita, impensabile, inimmaginabile. Questa donna fa qualcosa che va infinitamente oltre anche ciò che potrebbe essere convenevole fare. È questo un gesto di grandissimo amore per Cristo Gesù. Le sue lacrime sono segno di un pentimento che sta sconvolgendo la sua vita. Ella è venuta per Gesù, perché sa che Gesù perdona i peccatori e le peccatrici. Sa che Gesù apre le porte del suo cuore alla speranza. Questa donna è pentita. Lo attesta il suo pianto e le sue lacrime. Questa donna vuole dare un profumo nuovo alla sua vita. Quel profumo che bagna i piedi di Gesù è il profumo della sua nuova vita che è iniziata nel momento stesso in cui ha deciso di rivolgersi a Cristo Signore per chiedere a Lui perdono di ogni sua colpa. Questa donna fa tutto questo perché attende una sola parola da Gesù: “I tuoi peccati ti sono perdonati”. Dopo aver ascoltato queste parole, ella può anche morire. La sua vita è redenta.

Il fariseo sa chi è quella donna. Anzi sa chi è era e che mestiere conduce. Non sa chi è oggi, in questo istante. In questo momento è una donna pentita, che piange per il suo peccato e sta implorando la grazia del perdono. Il fariseo conosce la storia trascorsa della donna, non conosce però il suo cuore che ora è puro, senza alcuna cattiva intenzione. Conoscendo la storia passata della donna, pensa che questa tocchi Gesù da prostituta, con pensieri da prostituta, con atteggiamenti da prostituta, con desideri da prostituta. Quale conclusione trae il fariseo dall’atteggiamento di Gesù, il quale si lascia toccare da una simile donna? Il fariseo conclude che Gesù non è un profeta. Non sa che la donna che lo sta toccando è una prostituta.

Per sapere che una donna è prostituta non occorre alcun dono della profezia. Bastano gli occhi della carne. Per sapere invece che il cuore della donna è totalmente puro in questo istante e che le sue mani sono pure e che le sue lacrime sono pure occorre veramente lo spirito della profezia. Gesù è vero profeta perché vede la purezza del cuore della donna. Non è una prostituta che tocca Gesù da prostituta. È invece una donna pentita che cerca la redenzione della sua vita e del suo corpo e cerca questa redenzione proprio da Colui che è il Redentore dell’uomo. Gesù toccava i lebbrosi e non rimaneva impuro. Il suo tocco sanava e guariva. Gesù si lascia toccare da una prostituta, ma il tocco di questa donna non lo contamina. Sana la donna dalla lebbra del suo peccato. Guarisce il suo cuore da ogni impurità.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 7,36-50

Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».  Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

Tu, Simone, ami poco perché sulle tue spalle non senti il peso di nessun peccato. Anzi tu ti senti superiore a me e per questo non senti neanche l’obbligo di offrirmi qualche segno di riconoscenza e di stima. Tu ti senti tanto superiore a me da pensare di potermi giudicare, condannare, dichiarare che io non sono un vero profeta. Ami poco a causa della tua falsa giustizia. Tu ti credi un santo, uno differente e diverso per elevazione spirituale e morale dagli altri. Tu non devi niente a Dio. Dio non deve niente a te. Tu non hai bisogno di me. Ecco perché mi ami poco. Mi hai amato poco. Non hai alcun debito da farti perdonare. Questo è lo stato della tua coscienza. Della tua coscienza dinanzi a te, non certo della tua coscienza dinanzi al Signore.

Ora Gesù concede il perdono di tutti i peccati alla donna. La formula di “assoluzione” è semplice: “I tuoi peccati sono perdonati”. Poiché Gesù è vero profeta, questa parola è parola di Dio e non di un uomo. Il vero profeta ha sempre parole di Dio sulla sua bocca. Donna, Dio ti ha perdonato i peccati.  Il tuo grande amore ha prodotto questo grande frutto di perdono da parte del tuo Signore e Dio.

Sorge la mormorazione dei commensali: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”. La risposta è semplice: “Un vero profeta del Dio vivente”: Questa risposta l’aveva già formulata Simone quando aveva pensato: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Gesù è un vero profeta e come vero profeta ha sempre sulla sua bocca la parola vera del Dio vivente. Chi è allora costui che perdona i peccati? Uno che parla nel nome e per conto del Dio vivente. Gesù però non risponde a questa loro mormorazione.

Ora deve dare alla donna una parola certa di speranza e di consolazione. Deve dire alla donna che è libera dai suoi peccati. Prima aveva manifestato a Simone il suo grande amore, ora rivela alla donna la sua grande fede: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!”. Tu, donna, hai creduto che io sono un vero profeta di Dio. Da un vero profeta sei venuto. Ad un vero profeta hai mostrato il tuo pentimento. Io come vero profeta sigillo questa tua fede e ti dono il perdono dei peccati. La donna non si è recata da un uomo, anche se grande in parole ed opere. Si è recata invece da un vero profeta. Il vero profeta le perdona i peccati e le dice di andare in pace. Ella è salva. È libera. Il suo peso non grava più sulle sue spalle. Il Signore per mezzo suo gli ha mostrato tutta la sua misericordia. Questa donna vede Gesù con gli occhi della fede. Gli occhi della fede uniti al suo pentimento e al suo grande amore le ottengono il perdono di ogni suo peccato. Questa donna ora è un’altra. È una donna nuova. Questo ha fatto in lei la fede vera in Cristo Gesù. Non credo vi sia mistero più grande che si compie nell’uomo con il perdono dei peccati. Il perdono dei peccato è creazione del cuore nuovo, dello spirito saldo. È vera nuova creazione dell’uomo. Questa creazione va annunciata, ma anche cercata, desiderata, bramata. Senza questa creazione l’uomo rimane nella morte. La Madre di Dio ci aiuti. Vogliamo lasciarci creare nuovi con il perdono dei peccati.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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