Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Novembre 2021

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Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.

Gesù entra nella città di Gerico. La sta attraversando. Non viene manifestata alcuna volontà da parte sua di volersi fermare in essa. Ma noi sappiamo che la sua vita è tutta nello Spirito Santo. Lui è sempre in ascolto dello Spirito di Dio. Lo Spirito è attento ad ogni più piccola variazione che avviene nella storia. Anzi è Lui stesso che le crea attorno a Gesù Signore. Se l’uomo si lascia da Lui muovere, lo Spirito interviene su Cristo Gesù perché anche Lui si lasci muovere. Ecco ora cosa fa lo Spirito Santo. Oggi si serve di un uomo di nome Zaccheo. Quest’uomo è capo dei pubblicani ed è ricco. Di lui lo Spirito Santo si serve, Lui muove perché Cristo Gesù manifesti a quanti lo seguono la sua verità. Cristo non è venuto solo per guarire dai mali fisici. Lui è venuto per guarire l’anima e il cuore da ogni male spirituale. I miracoli fisici sono solo un segno perché ci si apra alla sua verità invisibile. Lui viene per la salvezza dell’uomo. Zaccheo, poiché pubblicano, dai farisei è escluso dalla misericordia, dal perdono. Lo Spirito Santo oggi dona loro una grande lezione. Ciò che l’uomo esclude dalla misericordia, il Signore lo include in modo mirabile.

Lo Spirito del Signore mette nel cuore di quest’uomo un grande desiderio: vedere Gesù. Il desiderio c’è ed è anche forte, ma le possibilità sono scarse o nulle. “Cercava di vedere Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla”. Perché la folla gli è di impedimento? Perché lui è piccolo di statura. Gli altri sono più alti di lui e gli fanno da muro. Anche spostandosi, sempre vi è qualcuno più alto di lui e il suo desiderio ne esce sconfitto. Ma l’uomo ha una risorsa che gli fa trovare soluzioni capaci di fargli superare ogni limite. Questa risorsa è l’intelligenza. Se poi essa viene illuminata, mossa, governata dallo Spirito Santo, allora tutto è possibile.

Lo Spirito Santo che suscita in lui il desiderio di vedere Gesù, ora gli indica anche la via: salire su un sicomoro. Dall’alto dell’albero lo avrebbe sicuramente visto. Ma per ascoltare lo Spirito di Dio si deve essere liberi di mente. Allora corre avanti e, per riuscire a vederlo, sale su un sicomoro, perché doveva passare di là. Usata bene l’intelligenza, gli ostacoli sono vinti. Ora il suo desiderio può essere appagato. Ma lo Spirito non si ferma solo a Zaccheo. Anche Gesù è costantemente mosso da Lui, da Lui guidato e sorretto, condotto e preso per mano. A nulla serve vedere Gesù. È necessario che anche Gesù veda lui. Chi farà sì che Gesù veda Zaccheo? Lui, lo Spirito del Signore. Gesù arriva sul luogo dove Zaccheo era sull’albero. Alza lo sguardo e gli dice: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Questi incontri solo lo Spirito Santo li può creare. Nessun uomo è capace di fare cose simili. Vi è grande differenza tra lo Spirito Santo e lo spirito del male. Lo Spirito Santo crea incontri di salvezza. Lo spirito del male crea incontri per la perdizione. La redenzione è dallo Spirito di Dio, la perdizione dallo spirito del male. Come lo Spirito Santo ha mosso Zaccheo, così ha anche mosso Cristo Signore. È per questa mozione, ascoltata da Zaccheo e da Gesù che la salvezza può compiersi. Gesù deve fermarsi a casa di Zaccheo e lui deve scendere subito. È questo il grande miracolo dello Spirito, il più grande suo miracolo: mettere due anime, due cuori in dialogo di salvezza.

Zaccheo scende in fretta e accoglie Gesù pieno di gioia. La voce di Gesù entra nel cuore di Zaccheo e con la voce di Gesù viene portato nel suo cuore lo Spirito Santo. Allo Spirito basta un solo istante per illuminare il cuore. Possiamo affermare che sull’albero, in questo incontro tra la voce di Gesù e l’orecchio di Zaccheo, si è compiuto lo stesso prodigio, anche se con modalità differenti, o lo stesso miracolo compiutosi nella casa di Zaccaria con Elisabetta. La voce di Gesù è il veicolo dello Spirito. Lo Spirito entra in Zaccheo come Spirito di conversione. Zaccheo vede subito la verità dello Spirito Santo, alla sua luce legge la sua vita, si converte alla verità. Cambia all’istante la sua vita. Nulla avviene senza lo Spirito del Signore. Più santo è il portatore dello Spirito e più grande è la conversione che viene operata. Gesù è santissimo e lo Spirito viene versato nel cuore di Zaccheo con grande potenza di conversione.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 19,1-10

Entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

La gente vede le apparenze. Non vede né il cuore di Cristo colmo di Spirito Santo né il cuore di Zaccheo già trasformato dallo Spirito di conversione. “Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!»”. Quando la gente è senza lo Spirito del Signore, mai potrà pensare secondo verità. Chi è falso nel cuore, è falso anche nelle parole. Se il cuore è inquinato, anche le parole sono inquinate. Cuore impuro, parole impure, immonde. Per vedere un cuore occorrono gli occhi dello Spirito Santo. Solo Lui sa cosa c’è in ogni cuore. Ma anche solo Lui converte un cuore con la sua potente luce. Lo Spirito però dovrà essere sempre portato dalla santità della persona. Zaccheo si alza e difende Gesù da questa accusa allora infamante. Ma “Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto»”. Sono parole, queste, che attestano la vera conversione di un uomo. Zaccheo non è un peccatore. Nessun peccatore dona metà dei suoi beni ai poveri. Nessun peccatore è pronto a restituire quattro volte tanto, se ha rubato. Nessun peccatore è pronto a vivere in un istante tutta la Parola del Signore in ogni sua prescrizione e anche oltre la stessa lettera. Questi sono i prodigi, i miracoli dello Spirito Santo. Solo Lui può operare simili conversioni. Lo Spirito Santo opera simili conversioni se è grande la santità di colui che lo porta. Zaccheo si lascia inondare dallo Spirito portato da Gesù, il Santissimo, e in un istante avviene la sua conversione. Si noti bene: in un stante. Una sola Parola di Gesù è stata sufficiente.

Gesù risponde a Zaccheo: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo”. Il Padre ha mandato Cristo Gesù per predicare l’anno di grazia per tutti i figli del suo popolo. Nessuno dovrà essere escluso. Infatti Gesù mai ha fatto distinzione tra peccatori e giusti, ricchi e poveri, malati e sani, piccoli e grandi, amici e nemici, persecutori e sostenitori, credenti e non credenti. Non esiste uomo al quale Lui non abbia annunziato il regno di Dio. Zaccheo, essendo figlio di Abramo, ha diritto alla salvezza, perché dono del Padre a tutti i figli del suo popolo, per promessa antica. Così domani, ogni figlio di Adamo ha diritto alla salvezza per promessa ancora più antica. Questa verità la Chiesa mai dovrà dimenticarla. Lei non è arbitra in ordine alla salvezza. Oggi la dona, domani non la dona. Oggi le conviene donarla, domani non le conviene. Neanche appartiene alla Chiesa la parzialità del dono. Ogni uomo ha il diritto ad avere la salvezza a lui promessa dal suo Signore. Se essa non la dona, è responsabile in eterno presso Dio. L’altro muore per il suo peccato, ma la responsabilità è di chi non ha annunziato il Vangelo.  Ora Gesù annunzia a tutti qual è la sua verità. “Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”. Gesù lo ha sempre insegnato. Il medico si reca da chi è ammalto. Il sano non ha bisogno di lui. Gesù, vero medico mandato dal Padre, deve recarsi dai peccatori per annunziare loro la salvezza, predicando l’anno di grazia o della grande misericordia. Se questo non lo facesse, sarebbe reo di gravi omissioni.  La Madre di Dio ci ottenga la grazia di essere sempre nello Spirito Santo.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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