Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Maggio 2022

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LUNEDÌ 16 MAGGIO – QUINTA SETTIMANA DI PASQUA [C]

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Qual è la missione dello Spirito Santo in seno al popolo di Dio? Quella di liberare prima di tutto i fedeli in Cristo da tutte le idolatrie che nel corso della storia aggrediranno il mistero di Cristo Gesù al fine di distruggerlo. Poi, attraverso l’opera missionaria degli Apostoli e in comunione gerarchica con essi, di tutto il corpo di Cristo, liberare il mondo da tutte le idolatrie che sempre consumano la loro vita nel peccato della grande immoralità. Oggi lo Spirito Santo ha un lavoro immane da compiere. Deve liberare i discepoli di Gesù dall’idolo o dal vitello d’oro che hanno fabbricato e questo vitello d’oro riguarda Cristo Gesù. Riguardando Cristo Gesù, riguarda anche il Padre e lo stesso Spirito Santo. Questo vitello d’oro abbraccia poi tutta la Chiesa e l’intera sua dottrina, a iniziare dalle sue sacre fonti che sono la Rivelazione contenuta sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, la Sacra Tradizione, il Magistero e anche la sana Teologia dei Padri e dei Dottori della Chiesa. Possiamo noi oggi paragonare l’idolatria che si sta abbattendo sulla Chiesa alla piaghe delle cavallette. Esse non hanno lasciato in Egitto nessun filo di erbe verde. Oppure all’invasione dei quattro animali divoratori che è ricordata dal Libro del Profeta Gioele: “Allora il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sulla terra d’Egitto per far venire le cavallette: assalgano la terra d’Egitto e divorino tutta l’erba della terra, tutto quello che la grandine ha risparmiato!». Mosè stese il suo bastone contro la terra d’Egitto e il Signore diresse su quella terra un vento d’oriente per tutto quel giorno e tutta la notte. Quando fu mattina, il vento d’oriente aveva portato le cavallette. Le cavallette salirono sopra tutta la terra d’Egitto e si posarono su tutto quanto il territorio d’Egitto. Fu cosa gravissima: tante non ve n’erano mai state prima, né vi furono in seguito. Esse coprirono tutta la superficie della terra, così che la terra ne fu oscurata; divorarono ogni erba della terra e ogni frutto d’albero che la grandine aveva risparmiato: nulla di verde rimase sugli alberi e fra le erbe dei campi in tutta la terra d’Egitto” (Es 10,12-15). Ricordiamolo: nessun filo di erba verde.

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 “Udite questo, anziani, porgete l’orecchio, voi tutti abitanti della regione. Accadde mai cosa simile ai giorni vostri o ai giorni dei vostri padri? Raccontatelo ai vostri figli, e i vostri figli ai loro figli, e i loro figli alla generazione seguente. Quello che ha lasciato la cavalletta l’ha divorato la locusta; quello che ha lasciato la locusta l’ha divorato il bruco; quello che ha lasciato il bruco l’ha divorato il grillo. Svegliatevi, ubriachi, e piangete, voi tutti che bevete vino, urlate per il vino nuovo che vi è tolto di bocca. Poiché è venuta contro il mio paese una nazione potente e innumerevole, che ha denti di leone, mascelle di leonessa. Ha fatto delle mie viti una desolazione e tronconi delle piante di fico; ha tutto scortecciato e abbandonato, i loro rami appaiono bianchi. Laméntati come una vergine che si è cinta di sacco per il lutto e piange per lo sposo della sua giovinezza. Sono scomparse offerta e libagione dalla casa del Signore; fanno lutto i sacerdoti, ministri del Signore. Devastata è la campagna, è in lutto la terra, perché il grano è devastato, è venuto a mancare il vino nuovo, è esaurito l’olio (Gl 1,2-10). È la devastazione.

Se lo Spirito Santo non interviene con la sua potente azione, i discepoli di Gesù non lasceranno nessun filo di verità che riguarda Cristo Gesù. “Quello che hanno lasciato i ministri della Parola lo hanno divorato i Dottori. Quello che hanno lasciato i Dottori lo hanno divorato i Maestri. Quello che hanno lasciato i Maestri lo hanno divorato quanti in qualche modo partecipano del ministero dell’insegnamento”. Se i discepoli non si liberano da questa universale idolatra riguardante la persona di Cristo Gesù, mai potranno aiutare il mondo a liberarsi dalla sua universale idolatria. Solo chi è di fede purissima potrà aiutare a divenire di fede purissima. Chi è di fede impura e malata, mai potrà aiutare perché l’altro entri nella fede più pura e più sana. Anche questa è legge universale.

LEGGIAMO IL TESTO DI Gv 14,21-26

Urge che ci convinciamo: il male cristiano oggi è l’idolatria che avvolge la persona di Cristo Gesù. Avvolgendo la persona di Cristo Gesù avvolge anche la Persona del Padre e dello Spirito Santo. Avvolge la Chiesa e tutto il suo mistero di essere sacramento di Cristo per portare la vera luce sulla terra. Divenendo la Chiesa, come Aronne, costruttrice dell’idolo che riguarda Cristo Gesù, non solo immerge se stessa nella grande idolatria, ma condanna il mondo intero a rimanere nella sua idolatria di immoralità e di morte. Ecco allora la missione dello Spirito Santo: creare oggi discepoli di Gesù dalla fede purissima per portare la vera fede in Cristo nello splendore della verità. La Madre di Dio ci liberi da ogni idolatria.

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