Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Gennaio 2021

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Non sono i sani che hanno bisogno del medico

SABATO 16 GENNAIO (Mc 2,13-17)

Tutti i veri profeti del Dio vivente sono stati mandati dal Signore per invitare i peccatori alla conversione, che si compie con la fede nella Parola dell’alleanza e con l’obbedienza ad essa. Dio di una sola cosa gode: della conversione del peccatore e del suo ritorno nella sua Parola. Così il profeta Isaia inizia la sua missione: “«Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero? – dice il Signore. Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di pingui vitelli. Il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Quando venite a presentarvi a me, chi richiede a voi questo: che veniate a calpestare i miei atri? Smettete di presentare offerte inutili; l’incenso per me è un abominio, i noviluni, i sabati e le assemblee sacre: non posso sopportare delitto e solennità. Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste; per me sono un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova». «Su, venite e discutiamo – dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato»” (Is 1,11-20). Scribi e farisei avevano fortemente alterato, modificato, stravolto il pensiero del Signore. Per essi il giusto una volta rimaneva eternamente giusto, anche trasgredendo la Legge con ogni misfatto o abominio o nefandezza, mentre il peccatore, una volta da essi dichiarato peccatore, rimaneva peccatore per sempre, anche se si fosse convertito e fosse tornato nell’obbedienza più pura verso la Legge di Dio. Anzi essi erano giunti a qualcosa di più aberrante: si era giusti per casta. Scribi e farisei erano tutti giusti. Gli altri erano peccatori. Con gli altri nessun contatto. È evidente che questa loro religione non scaturisce dal cuore di Dio, ma dal cuore di Satana. È religione satanica, non divina. Contro questa religione Gesù si è dovuto “scontare”. È stata questa religione satanica e infernale a decretare la sua morte. Essa è pura idolatria e grande falsità.

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Gesù è mandato dal Padre sulla nostra terra per annunciare ad ogni uomo la volontà del Padre che è di riconciliazione con ogni uomo, di ogni razza, tribù, nazione, lingua. A chi va annunciata la volontà del Padre? Non certo a quanti sono nella Legge, ma a quanti invece sono fuori. Gesù non va dai peccatori per condividere il loro peccato. I peccatori vengono da Cristo Gesù per essere resi partecipi della sua santità, amore, obbedienza, purezza di intenzioni, vero servizio verso il Signore Dio. Lui sa che con scribi e farisei non si può parlare se non con parabole o proverbi o fatti concreti di vita reale e quotidiana. Da chi va un medico? Non certo dai sani. Si reca dagli ammalati. Da chi deve recarsi un giusto? Non certo dai giusti, ma da quanti sono peccatori, al fine di guarirli e condurli nella volontà del Signore loro Dio. Non si va dall’ammalato per contemplare la malattia e neanche per essere da lui contagiato. Si va per la guarigione. Così dicasi anche per Gesù. Lui i peccatori li guarisce dai loro peccati e li avvicina a Dio, facendoli entrare nella Legge, nella Parola. A nulla serve la presenza di un profeta, se non è vero servizio vissuto per la conversione di quanti sono lontani da Dio.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che il cristiano sia vero profeta di Cristo.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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