Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Gennaio 2020

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Il commento alle letture del 16 gennaio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Guarda di non dire niente a nessuno

GIOVEDÌ 16 GENNAIO (Mc 1,40-45)

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Le opere di Dio vanno cantate e magnificate. È legge universale. Ogni uomo deve ad essa immediata obbedienza. Sono le opere che manifestano la grandezza del Creatore e Signore. Ecco l’insegnamento celeste a noi dato: “Allora Raffaele li chiamò tutti e due in disparte e disse loro: «Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché sia benedetto e celebrato il suo nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di Dio, come è giusto, e non esitate a ringraziarlo. È bene tenere nascosto il segreto del re, ma è motivo di onore manifestare e lodare le opere di Dio. Fate ciò che è bene e non vi colpirà alcun male. È meglio la preghiera con il digiuno e l’elemosina con la giustizia, che la ricchezza con l’ingiustizia. Meglio praticare l’elemosina che accumulare oro. L’elemosina salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l’elemosina godranno lunga vita. Coloro che commettono il peccato e l’ingiustizia sono nemici di se stessi. Voglio dirvi tutta la verità, senza nulla nascondervi: vi ho già insegnato che è bene nascondere il segreto del re, mentre è motivo d’onore manifestare le opere di Dio. Ebbene, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l’attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti. Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo pranzo e sei andato a seppellire quel morto, allora io sono stato inviato per metterti alla prova. Ma, al tempo stesso, Dio mi ha inviato per guarire te e Sara, tua nuora. Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti a entrare alla presenza della gloria del Signore»” (Tb 12,6-15). Se le opere di Dio vanno cantate, magnificate, celebrate, narrate, raccontate, divulgate, annunziate – ed è questa la vera evangelizzazione: narrerò quanto il Signore per me ha fatto – perché Gesù impone il silenzio? Perché Gesù ammonisce severamente il lebbroso guarito perché si guardi di non dire niente a nessuno? Per chi vale questo ammonimento?

Ogni evangelizzazione è fatta secondo tempi e momenti stabiliti da Dio. Anche per la verità piena di Cristo Gesù vi sono tempi e momenti determinati dal Signore. Oggi si devono tacere i miracoli operati da Gesù, perché si deve dare molto più spazio alla conversione e alla fede nel Vangelo. Se si viene da Gesù solo per un miracolo del corpo, la sua missione è di grande fallimento. L’anima rimarrebbe nella morte eterna e lo spirito nel grande errore e nella universale falsità in ordine al mistero della salvezza. A che giova avere oggi un corpo purificato dalla lebbra, mentre l’anima è già dannata e pronta per essere accolta nelle tenebre eterne? Invece è preferibile rimanere con il corpo nella lebbra, ma con l’anima piena di grazia, in cammino verso la beatitudine eterna. Il tempo non è la misura della verità di un uomo. Misura della verità è la sua eternità. Guai quando misura della verità è il tempo e non più l’eternità.

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Gesù è nello Spirito Santo e sa cosa giova all’uomo. L’uomo non è nello Spirito Santo. Vive nella grande ignoranza di Dio e delle sue cose. Far conoscere il mistero di Dio nel quale è il mistero dell’uomo appartiene a Gesù Signore, appartiene oggi agli Apostoli del Signore. Se gli Apostoli non portano nel tempo la misura della verità secondo le regole dell’eternità stabilite dal Signore, la loro opera è vana. Lavorano nel tempo per il tempo. Non evangelizzano agli uomini le regole della vera eternità. Ma oggi evangelizzare secondo le regole dell’eternità è divenuto impossibile. Molti discepoli di Gesù hanno sostanzialmente modificate queste regole, anzi le hanno dichiarate nulle. Le hanno abrogate. Con quali risultati? Non possono più evangelizzare l’eternità.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano sia evangelizzatore della vera eternità.

Fonte@MonsDiBruno

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