Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Aprile 2021

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Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!

VENERDÌ 16 APRILE (Gv 6,1-15)

La manna che ha nutrito i figli d’Israele per quarant’anni nel deserto, non viene per mezzo di Mosè. È uno dei pochi prodigi non operati da Dio per mezzo di Mosè. Il primo che ha moltiplicato gli alimenti prima di Cristo – Elia aveva promesso che olio e farina non si sarebbero esauriti fin all’avvento della pioggia – è Eliseo. Lui ha moltiplicato olio e pane, anche se in misura assai modesta, ma si tratta di vera moltiplicazione: “Una donna, una delle mogli dei figli dei profeti, gridò a Eliseo: «Mio marito, tuo servo, è morto; tu sai che il tuo servo temeva il Signore. Ora è venuto il creditore per prendersi come schiavi i miei due bambini». Eliseo le disse: «Che cosa posso fare io per te? Dimmi che cosa hai in casa». Quella rispose: «In casa la tua serva non ha altro che un orcio d’olio». Le disse: «Va’ fuori a chiedere vasi da tutti i tuoi vicini: vasi vuoti, e non pochi! Poi entra in casa e chiudi la porta dietro a te e ai tuoi figli. Versa olio in tutti quei vasi e i pieni mettili da parte». Si allontanò da lui e chiuse la porta dietro a sé e ai suoi figli; questi le porgevano e lei versava. Quando i vasi furono pieni, disse a suo figlio: «Porgimi ancora un vaso». Le rispose: «Non ce ne sono più». L’olio cessò. Ella andò a riferire la cosa all’uomo di Dio, che le disse: «Va’, vendi l’olio e paga il tuo debito; tu e i tuoi figli vivete con quanto ne resterà»” (2Re 4,1-7). “Da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia. Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”». Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore” (2Re 4,42-44). La differenza con Gesù è senza confronto. In una sola volta sazia con cinque pani cinquemila uomini. In più si raccolgono dodici ceste di pezzi che sono avanzati a quanti hanno mangiato. Più grande è il miracolo e più grande è anche il profeta. Gesù è profeta la cui potenza è senza limiti. Nasce la confessione della fede in Lui: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Se Gesù è vero, è grande, è il profeta che deve venire, allora la sua Parola va ascoltata. Il profeta infatti è colui che porta sulla terra la vera Parola di Dio.

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Quando si argomenta su eventi divini e celesti, ma non nello Spirito Santo, le deduzioni sono false e senza verità in esse. Se Gesù è il profeta, non è il re. È anche il re, ma per altre rivelazioni. Oggi Gesù non si manifesta come re, ma come profeta. Perché il popolo viene a prenderlo per farlo re? Questo è pensiero e tentazione di Satana. Gesù si ritira sul monte, lui solo e si mette a pregare per non cadere in tentazione. Se si fosse lasciato tentare, sarebbe stata la fine per Lui. I Romani lo avrebbero eliminato.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che mai cadiamo in tentazione.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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