Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 16 Aprile 2020

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Il commento alle letture del 16 Aprile 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Aprì loro la mente per comprendere le Scritture

GIOVEDÌ 16 APRILE (Lc 24,35-48)

L’ignoranza delle Scrittura è ignoranza di Cristo. Cristo è il “frutto vero e il vero frutto” della Scrittura. L’ignoranza di Cristo è ignoranza delle Scritture. Tutte le Scritture si compiono in Cristo. Senza Cristo Gesù la Scrittura è un troco secco. Mancano ad esso rami, foglie, frutti. Chi deve dare la conoscenza delle Scritture è sempre lo Spirito Santo. Chi deve chiedere la grazia della conoscenza delle Scritture è ogni discepolo di Gesù. Una volta ottenuta e mentre ottiene la conoscenza delle Scritture deve aiutare i suoi fratelli affinché anche essi entrino nella sua stessa conoscenza. Ecco come l’uomo pio prega per avere la conoscenza della Legge o della Parola del Signore: “Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita, osserverò la tua parola. Aprimi gli occhi perché io consideri le meraviglie della tua legge. Forestiero sono qui sulla terra: non nascondermi i tuoi comandi. Io mi consumo nel desiderio dei tuoi giudizi in ogni momento. Tu minacci gli orgogliosi, i maledetti, che deviano dai tuoi comandi. Allontana da me vergogna e disprezzo, perché ho custodito i tuoi insegnamenti. Anche se i potenti siedono e mi calunniano, il tuo servo medita i tuoi decreti.

I tuoi insegnamenti sono la mia delizia: sono essi i miei consiglieri. La mia vita è incollata alla polvere: fammi vivere secondo la tua parola. Ti ho manifestato le mie vie e tu mi hai risposto; insegnami i tuoi decreti. Fammi conoscere la via dei tuoi precetti e mediterò le tue meraviglie. Io piango lacrime di tristezza; fammi rialzare secondo la tua parola. Tieni lontana da me la via della menzogna, donami la grazia della tua legge. Ho scelto la via della fedeltà, mi sono proposto i tuoi giudizi. Ho aderito ai tuoi insegnamenti: Signore, che io non debba vergognarmi. Corro sulla via dei tuoi comandi, perché hai allargato il mio cuore. Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti e la custodirò sino alla fine. Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge e la osservi con tutto il cuore. Guidami sul sentiero dei tuoi comandi, perché in essi è la mia felicità. Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti e non verso il guadagno. Distogli i miei occhi dal guardare cose vane, fammi vivere nella tua via. Con il tuo servo mantieni la tua promessa, perché di te si abbia timore. Allontana l’insulto che mi sgomenta, poiché i tuoi giudizi sono buoni. Ecco, desidero i tuoi precetti: fammi vivere nella tua giustizia” (Sal 119 (118), 17-40). Oggi il cristiano non solo non prega per avere la conoscenza delle Scritture, è giunto anche a disprezzarle, riducendole a menzogna, falsità, inganno per sé e per gli altri. Il pensiero del mondo ha conquistato il suo cuore.

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Quanto Gesù opera nel Cenacolo, il cristiano, e in modo particolare l’Apostolo e il ministro della Parola, devono farlo oggi nella Chiesa di Dio. Una Chiesa forte nella conoscenza della Legge del Signore, della sua Parola, è una Chiesa che non teme alcuna siccità di eresie o tempesta di errori. Essa è come albero piantato lungo corsi di acqua. Produrrà sempre i frutti a suo tempo. Anzi, se rimarrà piantata sul fiume dello Spirito Santo che sgorga dal costato di Cristo, produrrà un frutto per ogni mese. Se mancherà del conforto della Scrittura, sarà come i discepoli chiusi nel Cenacolo.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che la Chiesa sempre sia piantata nelle Scritture.

Fonte@MonsDiBruno