Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 15 Marzo 2021

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E credette lui con tutta la sua famiglia

LUNEDÌ 15 MARZO (Gv 4,43-54)

Fede non è solo credere nella Parola di Gesù, ma anche abbracciare e fare propria vita tutta la verità di Gesù. Leggiamo come l’Apostolo Paolo tratteggia una parte della verità di Gesù Signore: “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria” (Ef 1,3-14). Chi non accoglie nel cuore questa parte della verità di Gesù assieme a tutte le altre che sono state annunciate nell’Antico Testamento e ora divenute tutte realtà della verità di Cristo Signore, non crede in Cristo Signore. La verità di Cristo è essenza della sua missione. Lui non è come tutti gli altri uomini. Lui è il Figlio Unigenito del Padre, generato da Lui in principio, nell’oggi dell’eternità senza tempo. Il funzionario del re chiede il miracolo perché crede che Gesù può farlo. Gesù lo rimanda a casa, dicendogli: «Va’, tuo figlio vive». L’uomo crede nella parola di Gesù e si avvia verso casa. Gli vengono incontro i servi e gli riferiscono che il suo figlio era guarito dal suo male. Lui e tutta la sua famiglia si aprono alla fede in Cristo Gesù. Ancora non si tratta di fede perfetta nella pienezza della verità di Gesù Signore. Ma ora il funzionario sa che la Parola di Gesù è in tutto uguale alla Parola di Dio. Solo Dio dice e le cose sono. Se quella di Gesù è Parola uguale a quella di Dio, di sicuro Gesù è mandato da Dio.

In quel tempo, Gesù partì [dalla Samaria] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa. Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

È giusto chiedersi: Qual è stato l’inizio della nostra fede? Siamo passati da una fede incipiente, iniziale in Cristo ad una fede perfetta nella verità piena di Gesù Signore? Cosa ancora manca alla nostra conoscenza del mistero di Gesù? Cosa si fa perché ogni lacuna sia colmata e ogni vuoto sia riempito? So che una fede in Cristo senza la verità di Cristo non mi sorregge nel momento della prova? So che Cristo ogni giorno aggiungeva verità a verità in modo che la fede dei discepoli fosse perfetta.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci dalla conoscenza perfetta della verità.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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