Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 15 Marzo 2020 – Gv 4, 5-42

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Il commento alle letture del 15 Marzo 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Questi è veramente il salvatore del mondo

DOMENICA 15 MARZO (Gv 4,5-42)

Il fine della pastorale, dell’evangelizzazione, della missione, della testimonianza, della vita di ogni discepolo di Cristo Gesù è uno solo: confessare che solo Gesù è il Salvatore del mondo. Condurre, con aiuto soprannaturale di grazia, verità, luce, sapienza, dottrina, insegnamento, perfetta esemplarità che in nessun altro c’è salvezza se non nel nome di Gesù il Nazareno. Senza questa fede in Cristo Gesù, vana è la pastorale e vane sono evangelizzazione, missione, testimonianza vita cristiana. Tutto deve partire da Cristo, il solo Salvatore del mondo e tutto deve condurre a Cristo, il solo Salvatore del mondo. Anche la narrazione dei segni operati da Gesù e delle parole da Lui proferite nel Vangelo secondo Giovanni hanno questa unica e sola finalità: “Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (Gv 20,30-31). Se non si parte dalla verità di Cristo e ad essa non si giunge, si consumano invano tutte le energie che vengono impiegate, sia energie materiali sia energie spirituali.

Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.

Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

San Paolo anche la preghiera riveste di questa unica finalità: “Perciò anch’io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore” (Ef 1,15-19). In verità oggi stiamo lavorando per la vanità. Cristo Gesù non è più il fine della nostra missione. Abbiamo tolto Cristo e al centro abbiamo posto l’uomo. Abbiamo tolto il Vasaio e sul tornio abbiamo posto la creta. Senza il Vasaio, la creta resta solo creta.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano rimetta Gesù al centro della sua vita.

Fonte@MonsDiBruno