Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 14 Luglio 2021

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Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Quando la Scrittura Santa parla del Messia del Signore, annuncia delle verità mai dette per nessun altro uomo. Sono verità che fanno intravedere un mistero che è infinitamente oltre ogni cosa esistente e conosciuta, ma anche oltre ogni vocazione e missione di cui si ha notizia nella storia del popolo del Signore. Ecco alcune di questa verità: “Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine  sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti “(Is 9,5-6).

E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando partorirà colei che deve partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele. Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, suo Dio. Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra. Egli stesso sarà la pace! (Mi 5,1-4).  Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. Farà sparire il carro da guerra da Èfraim e il cavallo da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra (Zac 9,9-10).

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra. Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi (Is 11,1-5).

Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per dare agli afflitti di Sion una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, veste di lode invece di uno spirito mesto. Essi si chiameranno querce di giustizia, piantagione del Signore, per manifestare la sua gloria (Is 61,1-3).

«Io stesso ho stabilito il mio sovrano sul Sion, mia santa montagna». Voglio annunciare il decreto del Signore. Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedimi e ti darò in eredità le genti e in tuo dominio le terre più lontane. Le spezzerai con scettro di ferro, come vaso di argilla le frantumerai» (Sal 2,6-9).

Oracolo del Signore al mio signore: «Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi». Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici! A te il principato nel giorno della tua potenza  tra santi splendori; dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato. Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek». Il Signore è alla tua destra! Egli abbatterà i re nel giorno della sua ira, sarà giudice fra le genti, ammucchierà cadaveri, abbatterà teste su vasta terra; lungo il cammino si disseta al torrente, perciò solleva alta la testa (Sal 110,1-5).

Se mettiamo a confronto queste ed altre verità sul Messia del Signore con quanto viene rivelato nel Nuovo Testamento, allora dobbiamo affermare che prima si camminava con la tenue luce di una lampada a olio. Ora invece si procede illuminati dallo splendore del sole in pieno giorno senza alcuna nuvola o foschia. La luce si è manifestata in tutta la sua potenza.

LEGGIAMO IL TESTO DI Mt 11,25-27

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Le verità manifestate da Cristo Signore sono tre. Prima verità: Gesù loda il Padre e lo confessa Signore del cielo e della terra. Nessun altro è Signore. Anche di Cristo Gesù il Padre è il Signore, è il suo Signore. È il Padre per generazione eterna ed è anche il suo Signore. Gesù vive in eterno per fare la volontà del Padre suo. Ecco chi è Gesù in relazione al Padre, alla creazione, agli uomini: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato (Cfr. Gv 1,1-18).

Seconda verità: Gesù loda l’agire del Padre, riconoscendolo purissimo frutto del suo amore. Qual è l’agire del Padre? Ha nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le ha rivelate ai piccoli. Questa non è una decisione di arbitrio, ma di altissima benevolenza, di castissimo e santissimo amore. Dotti e sapienti  sono colmi di sé. Il Padre può invitarli a svuotarsi, ma non li può costringere, né svuotarli Lui con forza. Ecco la benevolenza: il Padre tratta l’uomo sempre da uomo. Lui offre ogni sua ricchezza. Se l’uomo l’accoglie, Lui lo colma di sé. Se invece Lui viene rifiutato, accoglie il rifiuto e ritira il suo dono. Mentre i piccoli sono coloro che si sono svuotati di se stessi e sono pronti ad accogliere ogni dono del Padre. Più un uomo si svuota di sé e più il Signore lo può colmare di ogni dono di grazia, sapienza, scienza, rivelazione, verità, luce, vita eterna.

La terza verità è quella che oggi è vero sasso d’inciampo per la Chiesa e per l’intera umanità: “Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo”. Il tutto dato al Figlio è universale. Tutto ciò che è del Padre, dal Padre è stato dato al Figlio. Tutta la creazione è del Padre ed è data al Figlio. Tutta l’umanità è del Padre ed è data al Figlio. Tutto il mistero della salvezza e della redenzione è del Padre ed è dato al Figlio. Lo Spirito Santo è del Padre ed è dato al Figlio. Il Padre stesso si è dato tutto al Figlio. Nulla esiste e nulla esisterà che non sia dal Padre dato al Figlio oggi e per l’eternità. Anche il mistero della rivelazione è dato dal Padre al Figlio. Il Padre conosce il Figlio. Il Figlio conosce il Padre. Nessun altro conosce il Padre. Chi conoscerà il Padre nella sua purezza e pienezza di verità? Solo colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Non si tratta però di una rivelazione frutto dell’arbitrio, ma della purissima benevolenza di Cristo Signore. Conoscerà il Padre chi si lascia avvolgere dalla conoscenza di Cristo. Chi rifiuta la conoscenza di Cristo, mai conoscerà il Padre perché la verità del Padre è Cristo nel suo mistero di generazione eterna, di creazione, di incarnazione, di salvezza.

Madre di Dio, introducici nella conoscenza più santa di Cristo Signore. Conosceremo il Padre e sarà questa la nostra vita eterna. Amen.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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