Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 14 Gennaio 2020

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Il commento alle letture del 15 gennaio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Per questo infatti sono venuto!

MERCOLEDÌ 15 GENNAIO (Mc 1,29-39)

Nulla Gesù dovrà fare partendo dalla sua volontà, cuore, mente, sentimenti, virtù. Neanche la carità, la compassione, la misericordia, la pietà dovranno provenire da Lui. Lui è tutto del Padre e sempre dal Padre, dalla sua volontà. Per Lui il Padre tutto ha scritto. Gesù deve solo obbedire. Così il Salmo: “Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo. Nel rotolo del libro su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo». Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore, la tua verità e la tua salvezza ho proclamato. Non ho celato il tuo amore e la tua fedeltà alla grande assemblea” (Cfr- Sal 40 (39) 1-18). Tutto Gesù deve attingere dalla volontà del Padre, anche il pensiero più semplice. Nulla deve venire dal suo cuore. La sua vita può essere solo obbedienza.

La Lettera agli Ebrei rivela che la nostra redenzione è il frutto dell’obbedienza di Gesù alla volontà che il Padre ha scritto per Lui sul rotolo del suo cuore. Il sacrificio di Gesù è la sua obbedienza che lo porta a morire in croce per il Padre: “Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà». Dopo aver detto: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre” (Eb 10,5-10). Non solo Satana vuole scrivere la sua volontà sul rotolo del Libro di Gesù, ma anche ogni altro uomo, compresi tutti gli ammalati. Pietro e gli altri discepoli vogliono persino loro aggiungere qualche frase, qualche rigo, qualche intero periodo. Gesù sa che da ogni uomo può venire a Lui una potente tentazione. Per questo di notte si ritira in luoghi deserti, isolati, e prega il Padre suo, perché sempre gli manifesti quanto per oggi è scritto che Lui faccia. Ogni giorno il Padre scrive. Ogni giorno Gesù deve conoscere. Ogni giorno deve obbedire. Ogni giorno sarà tentato perché non obbedisca.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Gesù è in preghiera. Chiede al Padre che gli manifesti il suo volere. Gli ammalati cercano Gesù. Si attendono da Lui la guarigione. Gli Apostoli con Simone si mettono sulle tracce di Gesù. Lo trovano e gli dicono che tutti lo stanno cercando. La sua risposta è immediata: “Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là. Per questo infatti sono venuto!”. Gesù non è dal cuore degli ammalati. Non è dal cuore dei suoi Apostoli. Non è dal cuore di nessun altro uomo. Non è dal cuore di Satana. Non è neanche dal suo cuore, dai suoi sentimenti, dalla sua compassione e misericordia. Gesù è solo dal cuore del Padre. Lui fa solo ciò che il Padre momento per momento scrive sul rotolo del suo cuore. Gesù è l’obbedienza perfetta e universale, sempre in ogni cosa. Oggi Lui deve lasciare gli ammalati e andare altrove. Lui lascia e va a predicare il Vangelo dove il Padre lo ha mandato. Neanche la carità lo ferma.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci obbedienti come Cristo Gesù, in tutto, sempre.

Fonte@MonsDiBruno

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