Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 13 Maggio 2022

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VENERDÌ 13 MAGGIO – QUARTA SETTIMANA DI PASQUA [C]

Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?

Perché non basta credere in Dio, ma è anche necessario credere in Cristo Gesù? E anche: perché non basta credere in Cristo Gesù ma anche in ogni suo discepolo che annuncia Cristo e testimonia per Lui? Questa duplice fede è necessaria perché è Gesù che parla nel nome del Padre ed è il cristiano che parla nel nome di Cristo Signore. Se gli Apostoli non credono in Cristo, non credono neanche che Lui è strumento perfettissimo, anzi sacramento santissimo, attraverso il quale il Padre manifesta la sua volontà di salvezza. Chi non crede in Cristo non crede che Cristo è Parola del Padre per la salvezza del mondo intero. Così chi non crede nel cristiano, non crede che lui è Parola di Gesù per chiamare a conversione e alla fede nel Vangelo ogni uomo che vive sulla terra. Ecco un esempio di mirabile cooperazione tra Dio e Mosè. Mosè è Parola di Dio sulla creazione. In modo del tutto speciale è Parola di Dio rivolta al Mar Rosso. Comanda al Mare di dividersi e il Mare si divide. Comanda di chiudersi e il Mare si chiude. Aprendolo permette la salvezza. Chiudendolo annulla e vanifica tutta la superba potenza del faraone.

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Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri». L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero.

Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare. Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!». Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro.

Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo (Es 14,15-31).

Anche Gesù chiede la fede in Lui. La chiede perché Lui è la Parola del Padre.  Quanto Lui dice si compie oggi e per i secoli eterni. A nulla serve la fede in Dio se non si ha fede in Cristo Gesù, perché oggi il Padre parla per mezzo di Cristo Gesù e oggi Cisto Gesù ci rivela tutta la volontà del Padre. Se gli Apostoli non credono in Cristo Gesù, non credono nel Padre. Hanno del Padre una Parola di ieri. Manca loro la Parola di oggi. La Parola di salvezza è quella di oggi, così come di oggi è la Parola della vera salvezza, vera redenzione, vera giustificazione, vera vita eterna. Senza la Parola di Cristo Gesù manca il compimento alla Parola di ieri e senza compimento non vi è alcuna speranza. Quella di ieri senza la Parola di Cristo Gesù, è una Parola morta, una Parola spenta, una Parola senza vita.

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LEGGIAMO IL TESTO DI Gv 14,1-6

La stessa verità va predicata verso la Parola del cristiano. Se il mondo  non crede nel cristiano, la Parola di Gesù è una Parola morta, spenta, priva di ogni vita. È una Parola di ieri, ma non di oggi, essendo il cristiano la vita della Parola, è che lui deve dare ogni vita alla Parola di Cristo Gesù con la sua vita e le sue opere. Ecco perché è necessaria le fede in Cristo e nel cristiano. Se il mondo non crede nel cristiano, mai potrà credere in Cristo. Mai potrà credere perché è il cristiano la vita di Cristo e della sua Parola. La Madre di Gesù ci aiuti ad essere vita di Cristo e della Parola.

Fonte

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