Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 13 Gennaio 2020

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Il commento alle letture del 13 gennaio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Convertitevi e credete nel Vangelo

LUNEDÌ 13 GENNAIO (Mc 1,14-20)

La conversione predicata dai profeti prima di Cristo Signore era invito perché il popolo di Dio ritornasse alle fonti della salvezza nell’obbedienza alla sua Alleanza: “Pertanto dice il Santo d’Israele: «Poiché voi rigettate questa parola e confidate nella vessazione dei deboli e nella perfidia, ponendole a vostro sostegno, ebbene questa colpa diventerà per voi come una breccia che minaccia di crollare, che sporge su un alto muro, il cui crollo avviene in un attimo, improvvisamente, e s’infrange come un vaso di creta, frantumato senza misericordia, così che non si trova tra i suoi frantumi neppure un coccio con cui si possa prendere fuoco dal braciere o attingere acqua dalla cisterna». Poiché così dice il Signore Dio, il Santo d’Israele: «Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza». Eppure il Signore aspetta con fiducia per farvi grazia, per questo sorge per avere pietà di voi, perché un Dio giusto è il Signore; beati coloro che sperano in lui. Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere. A un tuo grido di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta. Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione, non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro, i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada, percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra”. Camminare nella Legge è obbligo di ogni figlio d’Israele per il patto dell’Alleanza contratto con Dio.

Ci si converte quanto si inizia ad osservare il primo comandamento, quando si abbandonano gli idoli e ogni frutto che l’idolatria produce e genera: “Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d’argento; i tuoi idoli rivestiti d’oro getterai via come un oggetto immondo. «Fuori!», tu dirai loro. Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno, e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato. I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio. Su ogni monte e su ogni colle elevato scorreranno canali e torrenti d’acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri. La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte di più, come la luce di sette giorni, quando il Signore curerà la piaga del suo popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse” (Cfr. Is 30,12-26). Non si possono servire Dio e gli idoli. Chi serve Dio non serve gli idoli. Chi serve gli idoli, non serve Dio. Diversa è la conversione richiesta da Gesù, come chiave per entrare nel suo regno. La conversione è al suo regno, è alla sua Persona, al suo Vangelo, alla sua Parola, alla sua morte, alla sua risurrezione, alla sua grazia e verità, alla sua luce e vita eterna. È conversione dal Padre al Figlio per conoscere il vero Padre, il vero Dio, la vera salvezza e redenzione.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Non si tratta con Gesù di una conversione morale, di un ritorno all’Antica Alleanza. Si tratta invece di passaggio alla Nuova Alleanza che dovrà essere stipulata nel suo sangue. Chi si converte a Cristo, chi lo accoglie, accoglie il Padre. Chi rifiuta Cristo, rifiuta il Padre. Poiché l’Alleanza del Padre con l’uomo è solo quella stipulata nel sangue di Cristo, chi rifiuta Cristo, chi non beve il suo sangue, rimane fuori del patto con il Signore. L’Alleanza Antica cede il posto alla Nuova per sempre. Questa conversione a Cristo Gesù urge ogni giorno. Anche quelli che credono in essa ogni giorno devono convertirsi ad essa. La conversione è quotidiana ed è alla croce di Gesù. Finché non si porta l’immagine di Gesù Crocifisso, sempre ci si deve convertire.

Madre di Dio, Angeli, Santi, dateci il Santo Spirito della conversione e della vera fede.

Fonte@MonsDiBruno