Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 13 Febbraio 2021

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Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?

SABATO 13 FEBBRAIO (Mc 8,1-10)

I figli d’Israele camminano con il loro Dio e Signore. Vedono i suoi prodigi e i segni che lui compie. Ma dinanzi ad ogni difficoltà vengono meno nella fede. Pensano che il loro Dio non sia così onnipotente da poter creare un nuovo prodigio, un muovo segno. Anche Mosè cade in questa tentazione: “La gente raccogliticcia, in mezzo a loro, fu presa da grande bramosia, e anche gli Israeliti ripresero a piangere e dissero: «Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cetrioli, dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell’aglio. Ora la nostra gola inaridisce; non c’è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna».  La manna era come il seme di coriandolo e aveva l’aspetto della resina odorosa. Il popolo andava attorno a raccoglierla, poi la riduceva in farina con la màcina o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce; aveva il sapore di pasta con l’olio. Quando di notte cadeva la rugiada sull’accampamento, cadeva anche la manna. Mosè udì il popolo che piangeva in tutte le famiglie, ognuno all’ingresso della propria tenda; l’ira del Signore si accese e la cosa dispiacque agli occhi di Mosè. Mosè disse al Signore: «Perché hai fatto del male al tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, al punto di impormi il peso di tutto questo popolo? L’ho forse concepito io tutto questo popolo? O l’ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: “Portalo in grembo”, come la nutrice porta il lattante, fino al suolo che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri? Da dove prenderò la carne da dare a tutto questo popolo? Essi infatti si lamentano dietro a me, dicendo: “Dacci da mangiare carne!”. Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo; è troppo pesante per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; che io non veda più la mia sventura!». Il Signore disse a Mosè: «Radunami settanta uomini tra gli anziani d’Israele, conosciuti da te come anziani del popolo e come loro scribi, conducili alla tenda del convegno; vi si presentino con te. Io scenderò e lì parlerò con te; toglierò dello spirito che è su di te e lo porrò su di loro, e porteranno insieme a te il carico del popolo e tu non lo porterai più da solo” (Num 11,4-17). Agli occhi degli uomini la storia è sempre impossibile. Agli occhi di Dio essa è sempre possibile, perché il Signore opera per creazione e per pieno governo di tutto il creato. Basta che Lui dica una Parola e tutto l’universo ascolta e obbedisce, facendo quanto gli è stato comandato. Nulla è impossibile al Signore. L’uomo di Dio ha questa purissima fede solo se interamente consegnato allo Spirito Santo e alla sua verità.

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò. Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Gesù cammina con i suoi discepoli e ogni giorno mostra loro che nulla è impossibile per Lui. Tutto Lui governa con la sua Parola onnipotente. Lui dice una Parola e la creazione gli obbedisce. Compie quanto le viene comandato. Ma come i figli d’Israele un tempo, anche loro dinanzi alla storia vedono l’impossibile. Significa che ancora camminano con i loro pensieri e per nulla si sono aperti alla fede in Cristo Gesù e al mistero della sua onnipotenza creatrice, salvatrice, redentrice della storia. Per aprirsi al mistero di Gesù dobbiamo camminare di fede in fede e di verità in verità. La fede di ieri deve essere per noi fondamento sul quale innalzare la fede di oggi. Invece i discepoli dimenticano ieri e oggi si trovano dinanzi ad una storia per essi non governabile.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che camminiamo di fede in fede sempre.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.