Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 12 Luglio 2020

275

Il commento alle letture del 12 Luglio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Ecco, il seminatore uscì a seminare

DOMENICA 12 LUGLIO (Mt 13,1-23)

Edificare, far nascere, innalzare il regno di Dio sulla nostra terra oggi è obbligo di ogni Apostolo del Signore, e in comunione gerarchica con lui, di ogni altro discepolo di Gesù, in modo del tutto particolare, speciale, di ogni ministro di Cristo Gesù e degli amministratori dei suoi misteri. Chi vuole costruire il regno di Dio deve predicare la Parola di Cristo Gesù, il suo Vangelo. La Parola va seminata in ogni cuore, sempre, senza alcuna interruzione. Il giorno in cui non si semina la Parola, non solo il regno non si edifica, ma quello già edificato comincia a perdere forza. Gli manca l’acqua della vita che è la Parola di Cristo Gesù. Ogni ministro di Cristo Signore deve pertanto operare un duplice lavoro: far crescere la Chiesa nel suo interno nella verità e nella santità, con la grazia di Cristo e la sapienza dello Spirito Santo. Deve anche essere perennemente in missione presso il mondo, al quale dovrà seminare la Parola, chiedendo la conversione ad essa, e battezzando nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo quanti ad essa si convertono, rinnegando i loro peccati e detestandoli. Senza questo duplice lavoro, anche il regno più solido a poco a poco viene colpito dall’anemia spirituale e da ogni altro verme che lo corrode dal suo interno. È quanto oggi sta accadendo alla Chiesa. È corrosa dal verme dell’idolatria e dell’immoralità.

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete.

Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Seminare la Parola per ogni amministratore dei misteri di Dio e per ogni ministro di Cristo Gesù, è obbligo, perché vero comandamento. Essi sono stati chiamati per annunziare, evangelizzare, formare nella verità e nella giustizia. Sono stati chiamati per costruire il regno di Dio, edificando il corpo di Cristo Gesù che è la sua Chiesa. Supponendo per assurdo che vi siano nel mondo diecimila altri redentori e diecimila altri salvatori, il ministro di Cristo è stato assoldato da Cristo a suo servizio. Servirlo è obbligo di giustizia, fedeltà, verità. Lui dovrà dire ciò che Cristo gli ha comandato di dire e fare ciò che il suo Datore di lavoro gli ha ordinato di eseguire. Se rispetterà il contratto di lavoro, avrà la ricompensa promessa, altrimenti anche lui finirà nelle tenebre, ma con la responsabilità sulle spalle della dannazione dei suoi fratelli.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che la nostra obbedienza a Cristo sia perfetta.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.