Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 11 Novembre 2019

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Il commento alle letture del 11 Novembre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

State attenti a voi stessi!

Sap 1,1-7; Sal 138; Lc 17,1-6

Possiamo paragonare lo scandalo ad un fiammifero con il quale si accende un mucchio di foglie secche in una foresta. In poco tempo, le fiamme, alimentate dal forte vento incendiano tutta la foresta. La foresta per crescere ha impiegato secoli. Per essere ridotta in cenere sono stati sufficienti poche ore. Abbiamo impiegato secoli a costruire la morale vera, secondo Dio, nel cuore degli uomini. Sono bastati pochi anni di scandali fatti di parole e di opere e stiamo cancellando i segni del vero Dio nel cuore dell’intera umanità. Oggi il male viene diffuso con arte diabolica sempre nuova. Satana veramente si sta vestendo da angelo di carità, misericordia, accoglienza, compassione, uguaglianza, indifferenza, indeterminazione, per abbattere le Legge del Signore, la sua Parola, unica fonte della verità e della giustizia, del diritto e dell’obbedienza alla grazia.

Satana vestendosi da angelo di amore è riuscito a cancellare dalla religione ogni verità del mistero della Trinità, Incarnazione, Redenzione, Salvezza, Giustificazione, Santificazione, Obbedienza, Sacra Scrittura, Giustizia, Vita Eterna, Paradiso, Inferno, Chiesa, Missione Evangelizzatrice, Sacramenti, Deposito della fede, Morale. Persa la ricchezza della Rivelazione, necessariamente al suo posto è subentrata l’idolatria con l’immoralità universale che essa porta con sé. C’è possibilità in questo mare di falsità e di menzogna teologica, soteriologica, antropologica, escatologica, di rimanere saldi nella fede e nelle sue verità? L’unica via percorribile è quella che ci consegna San Paolo nella Lettera agli Efesini: indossare l’armatura di Dio. Ma chi può indossarla se oggi la stessa fede nella Parola della Scrittura è venuta meno? Indossi questa armatura di Dio chi ancora crede. Indossandola lui, la potrà indicare agli altri.

Rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, e affinché io possa annunciarlo con quel coraggio con il quale devo parlare (Ef 6,10-20).

Poiché l’anima è personale, ognuno deve stare attento a se stesso. Non può rischiare la perdizione eterna. Ma anche questa verità Satana, vestito da angelo di misericordia, ha tolto dal cuore cristiani. Essendo alla fine tutti salvi, a che serve stare attenti a noi stessi? Non ci sono pericoli esterni da evitare. Tutte le strade portano al Cielo.

Disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi! Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

Un tempo c’era la crisi del singolo. La Chiesa interveniva. Dichiarava falsa la falsità e diceva vera la verità. Tutti sapevano cosa era vero e cosa falso. Oggi è la stessa Chiesa che non dichiara più falsa la falsità e non dice vera la verità. Non è il singolo che è senza più alcuna difesa, ma l’intera comunità, anzi la stessa umanità. Il singolo può vivere la verità, ma non la può più difendere. Tutti hanno diritto alla falsità.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che i difensori della verità riprendano il loro ministero.

Fonte@MonsDiBruno