Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 11 Gennaio 2020

541

Il commento alle letture del 11 gennaio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare

SABATO 11 GENNAIO (Lc 5,12-16)

Perché Gesù si ritirava in luoghi deserti a pregare? Per conoscere, nello Spirito Santo, tutta la volontà del Padre. Per attingere dal Padre, nello Spirito Santo, ogni forza per compiere ogni comando e desiderio a Lui rivelati. Gesù è vero uomo. Come vero uomo, cresce anche Lui in grazia e sapienza, in conoscenza e in scienza della divina volontà. Vale anche per Gesù Signore quanto afferma il Libro della Sapienza: “Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni. A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo? Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito? Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza» (Sap 9,12-18).

Non c’è sapienza né prudenza, né intelligenza, né conoscenza, se non per preghiera. Tutto si deve chiedere al Padre. Tutto da Lui discende: “Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto, non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento. L’ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta. Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile. Ho gioito di tutto ciò, perché lo reca la sapienza, ma ignoravo che ella è madre di tutto questo. Ciò che senza astuzia ho imparato, senza invidia lo comunico, non nascondo le sue ricchezze. Ella è infatti un tesoro inesauribile per gli uomini; chi lo possiede ottiene l’amicizia con Dio, è a lui raccomandato dai frutti della sua educazione. Mi conceda Dio di parlare con intelligenza e di riflettere in modo degno dei doni ricevuti, perché egli stesso è la guida della sapienza e dirige i sapienti” (Sap 7,7.15). Gesù è Luce dalla Luce del Padre, Verità dalla verità del Padre, Sapienza dalla sapienza del Padre. Ma essendo Lui anche vero uomo, come vero uomo deve attingere, momento per momento, luce, verità, grazia, forza, intelligenza dal Padre suo. La preghiera è la via perché tutto Dio si dona a Cristo Signore.

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

Un lebbroso chiede a Gesù di essere da Lui purificato. Glielo chiede con molta delicatezza e rispetto. Gesù lo guarisce, ma gli ordina di non riferire a nessuno questa sua guarigione. Il silenzio di colui che è stato guarito non basta perché nulla si sappia. Lo sa uno, lo sa una intera regione. Cosa deve fare Gesù? Dedicarsi alle guarigioni o predicare la Parola del regno di Dio? Deve consegnarsi alla carità in favore dell’anima e dello spirito, oppure alla misericordia in favore del corpo? Lui non può decidere da se stesso. È il Padre che deve decidere ed è al Padre che sempre ogni cosa va chiesta. Poiché ogni storia è personale, per ogni storia ci si deve recare dal Padre. È questo il fine della preghiera: conoscere tutta e sempre la volontà del Padre, così da fare di tutta la sua vita una perenne obbedienza. Senza la preghiera, è facile cadere in tentazione. Si servirebbe il corpo. Si tralascerebbero anima e spirito. La missione di Gesù è per la salvezza eterna di ogni uomo. A nulla serve dare vita ad un corpo mentre si lascia l’anima nella morte eterna. Tutto va fatto dalla volontà del Padre.

Madre di Dio, Angeli, Santi, indicate ad ogni cristiano la via santa della preghiera.

Fonte@MonsDiBruno