Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 10 Novembre 2019

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Il commento alle letture del 10 Novembre 2019 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Non prendono né moglie né marito

2Mac 7,1-2.9.14; Sal 16; 2Ts 2,16-3,5; Lc 20,27-38

Quando il principio sul quale un’argomentazione viene costruita è falso, tutte le conclusioni tratte dall’argomentazione sono false. Principio falso, deduzioni false. Basta che Gesù dica che dopo la morte non si prende né moglie né marito e tutto il discorso dei sadducei cade. È regola che vale per i sadducei di ieri ma anche per i sadducei di oggi. Oggi è sufficiente dire che moltissime deduzioni teologiche sono innalzate sulla sabbia di princìpi falsi o contrari alla verità rivelata e tutto all’istante viene dichiarato non attinente con la vera Parola del Signore. Sono pensieri umani e non divini, della terra e non del cielo, delle tenebre e non della luce.

Su quali princìpi veri di fede, rivelazione, sacra dottrina, deposito della verità trovano giustificazione quasi tutte le conclusioni morali, spirituali, ecclesiali, ascetiche, redentive dei nostri giorni? Basta ricordare la purissima Parola di Gesù e apparirà la loro falsità, menzogna, tenebra. Ma la mente umana sa fare queste e altre cose. Riesce a ridurre a menzogna tutta la Parola del Signore, naturalmente appellandosi al nome del Signore, ma mentendo contro di Lui e dicendo false testimonianze. Il Signore per mezzo del profeta Geremia ci rivela questa condizione storica nella quale vive la sua Parola. La parola menzognera dell’uomo può fare della sua luce una tenebra.

Come potete dire: “Noi siamo saggi, perché abbiamo la legge del Signore”? A menzogna l’ha ridotta lo stilo menzognero degli scribi! I saggi restano confusi, sconcertati e presi come in un laccio. Ecco, hanno rigettato la parola del Signore: quale sapienza possono avere? Per questo darò le loro donne a stranieri, i loro campi ai conquistatori, perché dal piccolo al grande tutti commettono frode; dal profeta al sacerdote tutti praticano la menzogna. Curano alla leggera la ferita della figlia del mio popolo, dicendo: “Pace, pace!”, ma pace non c’è. Dovrebbero vergognarsi dei loro atti abominevoli, ma non si vergognano affatto, non sanno neppure arrossire (Ger 8,8-12).

Alla Parola del Signore, non ad una parte, ma a tutta, deve essere data l’adesione della mente, del cuore, dell’anima, dello spirito. Quando questo può accadere? Quando ci si vuole convertire ad essa. Se manca la volontà di conversione, sempre si ridurrà a menzogna la Parola del Signore. In questo farisei, scribi, sadducei erano maestri. Mentre però farisei e scribi privavano la Parola della sua eterna verità posta dallo Spirito Santo in essa, i sadducei toglievano anche interi libri alla Scrittura e al deposito della retta fede moltissime verità. Neanche negli Angeli essi credevano. Anche i libri deuterocanonici da essi erano considerati non appartenenti alla Scrittura Santa. Partendo dalla loro mente e non dalla rivelazione, quanto conveniva ai loro pensieri lo accettavano, ma sempre conformato alla loro mente, quanto non conveniva lo rigettavano, servendosi di cavilli frutto della loro scaltrezza di peccato e di cattiveria.

Gli si avvicinarono alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

La risurrezione appartiene all’essenza della rivelazione, perché è essenza dell’amore eterno di Dio per l’uomo. Senza risurrezione né esiste vera redenzione né alcuna soteriologia potrà dirsi umana. L’uomo è unità di un solo corpo e una sola anima per sempre, per il tempo e per l’eternità. Altre verità non appartengono al vero Dio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, liberateci da ogni falsità su Dio e sull’uomo, oggi e sempre.

Fonte@MonsDiBruno

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