Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 10 Marzo 2021

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Non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge

MERCOLEDÌ 10 MARZO (Mt 5,17-19)

Il Libro dei Proverbi rivela che ogni Parola di Dio è provata con il fuoco. Essa mai verrà meno. Se neanche il fuoco ha potuto contro di essa, nessun uomo la potrà abrogare o dichiarare nulla. Quanto essa dice si compie sempre: “La parola del Signore Detti di Agur, figlio di Iakè, da Massa. Dice quest’uomo: Sono stanco, o Dio, sono stanco, o Dio, e vengo meno, perché io sono il più stupido degli uomini e non ho intelligenza umana; non ho imparato la sapienza e la scienza del Santo non l’ho conosciuta. Chi è salito al cielo e ne è sceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? Chi ha fissato tutti i confini della terra? Come si chiama? Qual è il nome di suo figlio, se lo sai? Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco; egli è scudo per chi in lui si rifugia. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo (Pr 30,1-6). Il Libro del Siracide attesta invece che trova scandalo nella parola del Signore l’ipocrita. Chi è l’ipocrita? Colui che si ammanta di una religiosità frutto del suo cuore e della sua mente: “Chi teme il Signore ne accetta l’istruzione, chi lo ricerca di buon mattino trova il suo favore. Chi scruta la legge viene appagato, ma l’ipocrita vi trova motivo di scandalo. Quelli che temono il Signore sanno giudicare, i loro giudizi brillano come luce. Il peccatore non accetta critiche e trova scuse a suo piacere” (Sir 32,14-17). Scribi e farisei e ogni loro seguace si scandalizzano di ogni parola che esce dalla bocca di Gesù.

Il Salmista invece rivela che la Parola del Signore è stabile come i cieli. Essa mai verrà meno. La gioia di un uomo è nel contemplare la Parola, nel vivere i suoi insegnamenti, nel chiedere al Signore una conoscenza sempre più viva di essa: “Per sempre, o Signore, la tua parola è stabile nei cieli. La tua fedeltà di generazione in generazione; hai fondato la terra ed essa è salda. Per i tuoi giudizi tutto è stabile fino ad oggi, perché ogni cosa è al tuo servizio. Se la tua legge non fosse la mia delizia, davvero morirei nella mia miseria. Mai dimenticherò i tuoi precetti, perché con essi tu mi fai vivere. Di ogni cosa perfetta ho visto il confine: l’ampiezza dei tuoi comandi è infinita. Quanto amo la tua legge! La medito tutto il giorno. Il tuo comando mi fa più saggio dei miei nemici, perché esso è sempre con me. Sono più saggio di tutti i miei maestri, perché medito i tuoi insegnamenti. Ho più intelligenza degli anziani, perché custodisco i tuoi precetti. Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero, per osservare la tua parola. Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse, più del miele per la mia bocca. I tuoi precetti mi danno intelligenza, perciò odio ogni falso sentiero. Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino (Sal 119 (118) 89-105). Così invece afferma la Lettera agli Ebrei: “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto” (Eb 4,12-13). Gesù conferma ogni verità proferita sulla Parola di Dio. Aggiunge che Lui ad ogni Parola precedentemente detta dona compimento. Il compimento è duplice: con la Parola e con la sua vita. In Lui tutto si compie. Non c’è Parola del Padre che in Lui non sia trasformata in sua vita.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Grande nel regno di Dio è colui che osserva tutti i precetti della Legge, sia piccoli che grandi. Minimo è considerato chi trascura i minimi precetti della Legge. La Legge è Legge. Non ci sono precetti minimi e grandi. C’è solo la Legge da osservare.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che osserviamo tutta la Legge, sempre.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.