Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 10 Maggio 2020

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Il commento alle letture del 10 Maggio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Verrò di nuovo e vi prenderò con me

DOMENICA 10 MAGGIO (Gv 14,1-12)

L’amore è inclusivo. Il peccato è esclusivo. L’amore unisce. Il peccato divide. L’amore fa divenire l’altro parte di se stesso. Il peccato separa, divide, allontana, non riconosce neanche chi è divenuto parte di se stesso. Dio ama l’uomo di amore eterno. Il suo è un amore inclusivo. Il Padre vuole che ogni uomo divenga parte di sé. Questa mirabile unità si crea in Cristo Gesù. Per opera dello Spirito Santo. Nel Battesimo diveniamo corpo di Cristo, siamo resi partecipi della natura divina. Divenuti solo corpo, come solo corpo dobbiamo vivere, agire, operare. Come solo corpo sempre dobbiamo, con l’amore e l’annunzio di Cristo, chiamare ogni uomo a divenire corpo di Cristo. Per includere in Dio, attraverso il suo corpo, Gesù ha amato, donando al Padre la sua vita per la nostra redenzione. Il cristiano ama se forma il corpo di Cristo. Ama anche lui donando la vita a Cristo, perché ogni altro uomo possa divenire corpo di Cristo. Se non si include nel corpo di Cristo, il nostro amore è sterile, vano, non vero, inesistente.

Paolo, per includere ogni uomo nel corpo di Cristo, ha consumato l’intera vita: “Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi. A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo. Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza. È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo” (Col 1,23-2,15). Questo mistero di unità non si scioglie con la morte. Esso rimane in eterno, a condizione che al momento della morte saremo trovati in questo mistero e non fuori, a causa dei nostri peccati.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Gesù per questo precede i suoi nel cielo. Lui va a preparare un posto. Poi tornerà, verrà e, al momento della morte, ci porterà dove Lui è, per essere eternamente corpo del suo corpo, vita della sua vita. Oggi sulla terra si vuole vivere nel peccato, separati da Cristo, senza neanche conoscere Cristo. Mai potremo essere con Lui domani.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fateci una cosa sola con Cristo oggi per esserlo domani.

Fonte@MonsDiBruno