Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 10 Giugno 2022

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VENERDÌ 10 GIUGNO – DECIMA SETTIMANA T. O . [C]

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

Gesù fin da subito riporta il matrimonio nella sua verità di unione stabile e indissolubile fino alla morte. Anche la Legge di Mosè viene dichiarata valevole per quel tempo, ma non più per oggi. Era norma transitoria e non perenne. Norma perenne del matrimonio è la sua indissolubilità.  In verità dobbiamo anche aggiungere che tra quanto aveva prescritto Mosè e quanto si viveva nel popolo del Signore sempre in relazione al matrimonio vi era un abisso.

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Mosè permetteva il libello del ripudio solo se il marito avesse trovato nella moglie qualcosa di vergognoso: “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa.

Se ella, uscita dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e anche questi la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via dalla casa o se quest’altro marito, che l’aveva presa per moglie, muore, il primo marito, che l’aveva rinviata, non potrà riprenderla per moglie, dopo che lei è stata contaminata, perché sarebbe abominio agli occhi del Signore. Tu non renderai colpevole di peccato la terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti in eredità (Dt 24,1-4). Questo qualcosa di vergognoso era stato trasformato in: “per qualsiasi motivo”.  La differenza c’è ed è grande.

Ma già il Signore per bocca del profeta Malachia aveva rigettato il ripudio: “Un’altra cosa fate ancora: voi coprite di lacrime, di pianti e di sospiri l’altare del Signore, perché egli non guarda all’offerta né l’accetta con benevolenza dalle vostre mani. E chiedete: «Perché?». Perché il Signore è testimone fra te e la donna della tua giovinezza, che hai tradito, mentre era la tua compagna, la donna legata a te da un patto. Non fece egli un essere solo dotato di carne e soffio vitale? Che cosa cerca quest’unico essere, se non prole da parte di Dio? Custodite dunque il vostro soffio vitale e nessuno tradisca la donna della sua giovinezza. Perché io detesto il ripudio, dice il Signore, Dio d’Israele, e chi copre d’iniquità la propria veste, dice il Signore degli eserciti. Custodite dunque il vostro soffio vitale e non siate infedeli” (Mal 2,13-16). Con il matrimonio si diviene un solo soffio vitale e chi lo distrugge, si distrugge, perché manca del suo alito di vita.

Ora nessun altro alito può divenire alito del suo alito e vita della sua vita. L’alito che si forma nel matrimonio è alito indissolubile. Quando però l’uomo cade nel peccato dell’idolatria, i disordini sessuali non si possono contare. Quelli denunciati dall’Apostolo Paolo nella lettera ai Romani sono ben poca cosa per rapporto ai disordini sessuali di oggi: “Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento” (Rm 1,26-27). Oggi si è abolita ogni verità di natura. Si è data licenza ad ogni lussuria. Tutto l’uomo può fare con il suo corpo. Nulla gli dovrà essere vietato. Tutto è bene. Niente è più male.

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LEGGIAMO IL TESTO DI Mt 5,27-32

Ecco come l’Apostolo Paolo parla del matrimonio: “E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.

Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Così anche voi: ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito (Ef 5,25-33).

Oggi non solo il discepolo di Gesù non crede nella Parola del suo Maestro e Signore, si è trasformato in un difensore di ogni disordine sessuale. Questo attesta che anche lui è caduto nel grande peccato dell’idolatria. Ogni disordine sessuale infatti è il frutto della grande, universale idolatria. Nell’idolatria vi è il pieno rinnegamento di Cristo Gesù. Madre di Dio, intercedi per noi. Ottienici la grazia di mai rinnegare Cristo Signore.  Lo esige il nostro ministero battesimale di profeti della sua Parola.

Fonte

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