Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2020

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Il commento alle letture del 10 Febbraio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Quanti lo toccavano venivano salvati

LUNEDÌ 10 FEBBRAIO (Mc 6,53-56)

Le opere e le modalità di esecuzione rivelano la persona. Dicono di essa cosa sa fare, cosa non sa fare, ma anche in quanto tempo e con quale intensità. Il profeta Elia, per risuscitare un bambino morto, si distende tre volte sul bambino e invoca il Signore perché la vita torni nel suo corpo: “In seguito accadde che il figlio della padrona di casa si ammalò. La sua malattia si aggravò tanto che egli cessò di respirare. Allora lei disse a Elia: «Che cosa c’è tra me e te, o uomo di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo della mia colpa e per far morire mio figlio?». Elia le disse: «Dammi tuo figlio». Glielo prese dal seno, lo portò nella stanza superiore, dove abitava, e lo stese sul letto. Quindi invocò il Signore: «Signore, mio Dio, vuoi fare del male anche a questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?». Si distese tre volte sul bambino e invocò il Signore: «Signore, mio Dio, la vita di questo bambino torni nel suo corpo». Il Signore ascoltò la voce di Elia; la vita del bambino tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere. Elia prese il bambino, lo portò giù nella casa dalla stanza superiore e lo consegnò alla madre. Elia disse: «Guarda! Tuo figlio vive». La donna disse a Elia: «Ora so veramente che tu sei uomo di Dio e che la parola del Signore nella tua bocca è verità» (1Re 17,17-24). La risurrezione avviene per contatto, ma è un contatto prolungato, lungo. Gesù non si distende su nessun morto. A Lui è sufficiente o sfiorarlo appena con la mano, oppure chiamarlo perché esca dalla tomba. Il Vangelo oggi ci dice che Lui neanche tocca le persone. Sono le persone che si gettano su di Lui e quanti lo taccavano venivano salvati. Questa modalità ci rivela che Gesù è infinitamente più grande di Elia. Se la parola di Elia viene confessata come Parola di Dio, molto di più dovrà essere confessata la Parola di Gesù. Ecco il fine di questi miracoli per contatto con le vesti di Gesù: portare ogni uomo a dire che Gesù è vero profeta. Non solamente vero profeta, ma il più grande profeta mandato da Dio in mezzo al suo popolo.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

Anche Eliseo risuscita per contatto un bambino morto: “Eliseo disse a Giezi: «Cingi i tuoi fianchi, prendi in mano il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo». La madre del ragazzo disse: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò». Allora egli si alzò e la seguì. Giezi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c’era stata voce né reazione. Egli tornò incontro a Eliseo e gli riferì: «Il ragazzo non si è svegliato». Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto, coricato sul letto. Egli entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore. Quindi salì e si coricò sul bambino; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani sulle mani di lui, si curvò su di lui e il corpo del bambino riprese calore. Quindi desistette e si mise a camminare qua e là per la casa; poi salì e si curvò su di lui. Il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi. Eliseo chiamò Giezi e gli disse: «Chiama questa Sunammita!». La chiamò e, quando lei gli giunse vicino, le disse: «Prendi tuo figlio!». Quella entrò, cadde ai piedi di lui, si prostrò a terra, prese il figlio e uscì” (2Re 4,29-37). Se Gesù è il più grande di tutti i profeti mandati da Dio, supera in grandezza scribi, farisei, sadducei, erodiani, zeloti, capi dei sacerdoti, anziani del popolo, ogni altro uomo. Tutte queste persone non solo non hanno mai compiuto un miracolo di guarigione sull’uomo o un qualche altro segno sulla natura, neanche nell’anima riuscivano ad operare il miracolo della conversione. Allontanavano da Dio anziché avvicinare. Escludevano anziché includere. Diroccavano la capanna di Davide anziché edificarla. L’opera rivela il suo autore. Gesù è il più grande di ogni uomo venuto prima o che verrà dopo di Lui. Lui è il solo vero Uomo e il solo vero Dio.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che i cristiani manifestino tutta la grandezza di Gesù.

Fonte@MonsDiBruno