Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 1 Settembre 2021

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Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Gesù esce dalla sinagoga ed entra nella casa di Simone. Simone ancora non è stato chiamato perché sia fatto pescatore di uomini. “La suocera di Simone era in preda a una forte febbre e lo pregarono per lei”. Simone e gli altri hanno visto cosa Gesù aveva fatto nella sinagoga. La fede è anche deduzione logica. Se Gesù ha una Parola di autorità, di certo l’autorità della sua Parola non è limitata. Se può su una cosa può anche su un’altra. Se Dio ha una Parola onnipotente, se ha potuto creare il sole, può anche creare la luna, le stelle, ogni altra cosa. Se dal nulla ha creato l’uomo e lo ha reso capace di dare la vita, se lo ha reso capace ieri, lo può rendere capace oggi. Se Gesù ha potuto contro lo spirito impuro, può anche contro la febbre. La fede sempre dovrà avvalersi del processo logico. Il processo logico rende viva la fede. Per logica di fede Gesù può liberare dalla febbre. Può e glielo chiedono.

Gesù si china sulla donna, comanda alla febbre e la febbre la lascia. “E subito si alzò in piedi e li serviva”. Che la guarigione sia avvenuta, lo attesta la storia della donna. Essa si alza e si mette a servire Gesù e quanti sono nella casa. È questa la Parola di autorità di Gesù. Non vi è realtà sulla terra, nei cieli e sottoterra che non obbedisca alla sua Parola, al suo comando, alla volontà da Lui manifestata. Chi può non obbedire è solo l’uomo, a motivo della volontà. L’uomo, finché è sulla terra, può rifiutarsi di obbedire. La sua volontà può ascoltare e non ascoltare. La volontà è essenza della sua natura. Deve però sapere che l’ascolto è vita e benedizione. Il non è ascolto è morte. Quando poi si entra nell’eternità, allora non c’è più spazio per l’esercizio della scelta. Finisce l’ascolto o il non ascolto, la conversione o la non conversione. Ognuno andrà nel posto da lui scelto: paradiso o inferno, vita o morte eterna. Oggi questa antropologia creata da Dio è negata nella cattolicità. Si insegna che non esiste né l’inferno né la perdizione eterna. Dopo la morte tutti andranno in Paradiso, indipendentemente dalle loro opere. È grande falsità.

Il sabato finiva con il vespro. Iniziava un nuovo giorno. Per questo motivo al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero da Gesù. Di sabato gli infermi non potevano essere trasportati. A quei tempi presso il popolo del Signore il sabato era di strettissima osservanza. Era vietato qualsiasi lavoro. Erano poche le cose che si potevano fare. “Ed Egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva”. Vedremo in seguito che i farisei accusavano Gesù di violare il sabato, perché alcune volte con la sola Parola operava una guarigione. Gesù però, nella sua sapienza di Spirito Santo, sempre prima insegnava la verità del sabato. Gesù è persona dalla grande carità e misericordia. Il suo amore non è però mai fine a se stesso. Esso è segno. Serve a manifestare la presenza del Regno. Ogni guarigione di Gesù rivela che il Regno di Dio è in mezzo agli uomini. È presente. Il Regno è annunziato per mezzo della Parola. È reso visibile per mezzo dei segni operati da Gesù. Questa modalità vale anche per i discepoli. Anche i discepoli di Gesù devono percorrere la via che è di Gesù. Devono annunziare il Regno con la Parola del Vangelo e devono mostrarlo presente in mezzo agli uomini con la loro vita evangelica. La Parola deve divenire vita. Parola e vita sono la verità l’una dell’altra. La vita evangelica attesta che la Parola è evangelica. La Parola è evangelica se la vita è evangelica. Se la Parola non è evangelica, neanche la vita è evangelica. L’una certifica l’altra. Quando la vita non è evangelica neanche la Parola è evangelica. Parola secondo il mondo, vita secondo il mondo. Vita secondo il mondo, parola secondo il mondo. Ognuno può sapere il suo stato. Basta osservare la vita.

Molti infermi erano posseduti da demòni. Anche da essi Gesù liberava. Loro uscivano, ma gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!”. Questo grido è in odio a Gesù. Serve a provocargli un grande danno. La sua identità deve rimanere nascosta. Gesù non vuole che questo accada e li minaccia e non li lascia parlare. Essi sanno chi è Gesù. Realmente, veramente, essenzialmente Gesù è il Figlio di Dio, il suo Cristo. È il Cristo secondo il Padre, non il Cristo secondo gli uomini. Vi è grande, infinita differenza, tra il Cristo secondo il Padre e il Cristo secondo gli uomini. Il Cristo secondo il Padre è il Servo Sofferente, il Crocifisso. Il Cristo secondo gli uomini è un nuovo re Davide. Nulla di più. Vedere Gesù con gli occhi del Padre e vederlo con gli occhi del mondo non è la stessa cosa. Non era ieri la stessa cosa e neanche lo è oggi. E tuttavia noi continuiamo a vedere Cristo Gesù secondo gli uomini e non secondo il Padre.

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 4,38-44

Uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Ancora il sole non è sorto. Gesù esce dalla casa in cui si trovava e si reca in un luogo deserto. Sappiamo perché Gesù cerca questi luoghi. Lui deve mettersi in preghiera. La sua è preghiera di ascolto e per questo ha bisogno di silenzio. La preghiera non è solo chiedere a Dio che ci ascolti. È anche metterci noi dinanzi al Padre per ascoltarlo. “Parla, o Signore, che il tuo servo ti ascolta”. Chi sa ascoltare Dio sa pregare. Chi non sa ascoltare non sa pregare. Si prega per chiedere a Dio di darci ogni forza per fare la sua volontà. Si chiede però prima a Dio che ci manifesti la sua volontà. Se la volontà di Dio non viene conosciuta, neanche può essere fatta. Si conosce e si fa e tutto viene da Dio. Le folle lo cercano, lo raggiungono e tentano di trattenerlo perché non se ne andasse via. Dobbiamo pensare che Gesù abbia loro manifestato la sua volontà di andare altrove. Essi però non vogliono che se ve vada. Ma la vita di Gesù non è governata dagli uomini. Da nessun uomo. Essa è governata dallo Spirito Santo secondo la volontà del Padre. Le folle possono anche insistere. Ma è solo tentazione per Gesù. Lui deve obbedire al Padre. Gesù è fermo nell’obbedienza.

“È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città. Per questo sono stato mandato”. La missione di Gesù è di andare di luogo in luogo a manifestare il regno di Dio. Gesù manifesta il Regno di Dio con la potenza della Parola. Essa dice la Verità del Regno e anche la mostra. Dire il Regno e mostrarlo sono una stessa cosa in Cristo. Dire e mostrare la creazione sono una stessa cosa in Dio. Manifestato il Regno in un luogo, è giusto che anche altri conoscano la realtà del Regno. Chi ha conosciuto il Regno, è ora lui obbligato a vivere da vero Regno di Dio e mostrare il vero Regno di Dio con la sua parole e le sue opere. La carità di Cristo Gesù è universale, per ogni uomo. Anche la carità della Chiesa deve essere universale, per ogni uomo. Limitare la carità ad una persona, una categoria di persone, non è della carità del Padre in Cristo Gesù. La Chiesa deve predicare e mostrare il Regno di Dio ad ogni uomo: peccatore, santo, ricco, povero, dotto, acculturato, semplice, non acculturato, uomo, donna, bambini, giovani, adulti, anziani.

Nessuno dovrà essere escluso. Idolatrare una categoria di persone non appartiene né alla carità del Padre né alla carità di Cristo. Non deve appartenere alla carità della Chiesa e di conseguenza neanche deve appartenere ai discepoli di Gesù. Gesù non si lascia tentare da alcuno. Lui è sempre sotto obbedienza allo Spirito Santo. Gesù è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Il peccato del mondo è la sostituzione del Creatore con la creatura. Dall’appartenenza a Dio per creazione all’appartenenza a Satana per insubordinazione, disobbedienza, trasgressione del Comando del Signore. La Madre di Dio ci aiuti. Vogliamo edificare s

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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