Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 1 Febbraio 2020

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Il commento alle letture del 1 Febbraio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Perché avete paura? Non avete ancora fede?

SABATO 1 FEBBRAIO (Mc 4,35-41)

La Lettera agli Ebrei rivela che: “La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio. Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall’invisibile ha preso origine il mondo visibile. Per fede, Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, avendo Dio attestato di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora. Per fede, Enoc fu portato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti, prima di essere portato altrove, egli fu dichiarato persona gradita a Dio. Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano”. Se la fede è fondamento di ciò che non si vede, in che cosa gli Apostoli hanno mancato? In cosa hanno fallito?

Possiamo dare la risposta, lasciandoci aiutare dal Salmo: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia, mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni” (Sal 23 (22), 1-6). Gesù è in mezzo alle acque minacciose della croce. Ha fede in Dio. Crede nella sua Parola. La Parola dice che dopo “il suo intimo tormento vedrà la luce”. Lui non perirà sulla croce. Non finirà nel sepolcro. “Tu non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione”. Gesù non chiede che finisca la tempesta. Sa che attraverso la tempesta giungerà alla sua gloriosa risurrezione.

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Gli Apostoli camminano con Gesù, ma solo con il corpo. Con la mente e con il cuore, con lo spirito e con la loro razionalità e intelligenza sono lontani dal suo mistero. Gesù ha rivelato di Lui che è il Messia di Dio, che è superiore a Mosè, Elia, Eliseo e tutti gli altri profeti e giusti dell’Antico Testamento. Nessuno di questi uomini è andato perduto camminando con il Signore. Nessuna cosa né della terra, né del cielo, né di sotto terra, ha mai prevalso contro di essi. La natura mai li ha sopraffatti. Sempre essi hanno vinto la natura. Se Gesù è vero Dio, oltre che vero uomo, se deve compiere la sua missione di salvezza, quella che il Padre gli ha affidato, potrà mai morire in mezzo al mare? Potrà mai Dio iniziare un’opera senza portarla a compimento?

La fede deve vedere l’invisibile. Essa è vero atto umano, cioè atto di tutto l’uomo: intelligenza, sapienza, discernimento, razionalità, capacità di argomentazione e di deduzione. Gli Apostoli ancora vedono Gesù in atti singoli, non riescono a mettere insieme tutte le sue manifestazioni, le sue rivelazioni, i suoi molti miracoli. Spesso neanche ricordano cosa è avvenuto un momento prima. Essi ancora non sono costruttori di fede. In verità la fede è come una casa. Come la casa si costruisce pietra su pietra e mattone su mattone, così è la fede. Essa va costruita verità su verità, parola su parola, segno su segno, miracolo su miracolo, profezia su profezia, rivelazione su rivelazione. Un mattone non è la casa. Una verità non è la fede. Oggi molti discepoli di Gesù sono come gli Apostoli, Non sono costruttori di fede, anzi demolitori di essa. Pensano che la fede sia composta di una sola verità o di un solo sentimento umano.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che ogni cristiano sia un vero costruttore di fede vera.

Fonte@MonsDiBruno