Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 30 Gennaio 2019

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“Il seminatore uscì a seminare…”. In tutti i vangeli sinottici questa parabola è accompagnata dalla sua interpretazione: il seme è la Parola che germoglia nel cuore del discepolo. Solo accogliendola con docilità e obbedienza, la Parola di Dio che Gesù semina nel cuore di chi lo ascolta porta frutto: un frutto di amore, perdono, fraternità, pace, gioia, luce (cf. Gal 5,22). Il cuore è come il terreno che accoglie il seme: se è duro e pietroso, coperto di rovi o di spine, se è distratto, esposto come una strada al passaggio degli uccelli, non permetterà alla parola di mettere radici, di resistere alle preoccupazioni e alle tribolazioni dell’esistenza, di diventare sorgente di vita, fonte di saldezza, ragione di speranza.

La semente subito beccata dagli uccelli del cielo, il germoglio disseccato dal sole, la pianticella soffocata dalle spine, raccontano la dispersione e la rovina di una vita che sta alla superficie, che non sa sostenere la prova della durata, della paziente attesa che occorre al seme per morire nella terra, affondare le radici, bere la pioggia del cielo e ricevere il tepore dei raggi del sole. Anche la Parola di Dio chiede un’assidua frequentazione, la fatica dell’ascolto, la paziente tenacia di chi cerca ogni giorno di metterla in pratica: altrimenti è come costruire la vita sulla sabbia (cf. Mt 7,26).

Nel Vangelo secondo Marco quella del seminatore è l’unica parabola che Gesù stesso spiega: è il paradigma di come bisogna ascoltare tutte le parole del Signore. Gesù insegna alla folla e parla in parabole. Il suo insegnamento si apre con un comando: “Ascoltate!”. Non è solo un espediente per attirare l’attenzione. È già il primo comandamento: “Ascolta Israele!” (Dt 6,3.4).

La parabola e la sua spiegazione sono separate da un dialogo tra Gesù e i suoi discepoli sulla natura dell’insegnamento in parabole. Questo inserimento, con la citazione di Isaia 6,9, crea qualche incongruenza nel racconto (al v. 1 Gesù insegna alla folla “lungo il mare”; al v. 10 è solo con i Dodici; al v. 36 è di nuovo sulla riva con la folla). Ma l’evangelista desidera mettere in evidenza la presenza di un aspetto enigmatico, di un’oscurità che rende a volte difficile la comprensione delle parole di Gesù (cf. Gv 6,60). La Parola stessa è un dono, solo chi accetta di lasciarsene interpellare, con amorevole attenzione, comprende per grazia il mistero del regno dei cieli: il mistero semplice e sconvolgente di un Dio che entra nella vicenda umana, si fa vicino al mistero che ciascuno di noi è, rivela la realtà più profonda di noi stessi.

La parabola del seminatore è un insegnamento sull’ascolto, svela di quale terreno è fatto il nostro cuore. Ma rivela anche qualcosa del Seminatore: racconta l’incomprensibile gesto di chi semina la Parola per la strada e sui sassi, tra le erbacce e nel terreno fertile, ci parla dell’inaudita speranza di chi attende un raccolto dove sarebbe irragionevole aspettarselo. La Parola del Signore non costringe mai: è l’incredibile scommessa di Dio sulla libera risposta dell’uomo al dono del suo amore.

fratel Adalberto

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Mc 4, 1-20
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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