Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 25 Ottobre 2019

681

La buona notizia di oggi è richiamo al discernimento con responsabilità, responsabilità che implica sempre la relazione con l’altro e con il mondo, relazione non ipocrita ma misericordiosa.

I versetti che precedono questa pericope sono alquanto sconcertanti a una prima lettura, ma il lettore del vangelo sa che sono occasioni in cui Gesù, il Signore, pone ogni credente di fronte a penetrare il senso delle parole alla luce di una Vita. “Credete che io sia qui a dare pace sulla terra? No,vi dico, ma la divisione!” (Lc 12,51). Che sarà mai questa divisione che Gesù porta? Gesù divide perché esorta alla sua sequela, non a mettersi contro l’altro. Gesù non separa ma è l’uomo che si allontana dalla Verità; non si può servire due padroni. Gesù divide con la sua stessa vita da coloro che operano il male, da coloro che dicono e non fanno, da coloro che sono ribelli alla parola d’amore del Padre, da coloro che rifiutano i suoi comandi, da coloro che seminano zizzania, dai mercenari del gregge, da coloro che sono ipocriti.

“Il Signore scruta il giusto e il malvagio, detesta chi ama la violenza, farà piovere brace, fuoco e zolfo sui malvagi … Il Signore è giusto e ama le azioni di giustizia, gli uomini giusti contempleranno il suo volto” (Sal 11,5-7), così preghiamo con il salmo 11.

Essere ipocrita è indossare la maschera della presunzione per non far trapelare quello che si pensa, che si sta tramando alle spalle dell’altro. Essere ipocriti è non sapere discernere il tempo presente ma fermarsi solo a ciò che vediamo. Alla domanda: “Che tempo fa oggi?”, sappiamo rispondere tutti, e non si tratta più di una sapienza contadina ma della necessità quasi ossessiva di avere sotto controllo le nubi, il sole, la pioggia e il vento. 

Ma è questo il saper discernere il segno dei tempi a cui Gesù richiama? 

C’è un tempo, il tempo della vita, il kairós che mette nella condizione di andare oltre il nostro sguardo, a vedere più in là, a non fermarsi alla prima vista. Dal semplice osservare al valutare il giusto, il tempo favorevole dell’incontro con il Signore: ecco cosa è il tempo presente.

L’esempio che Gesù racconta è sul mettersi d’accordo, sul vivere l’essere giusti nelle relazioni, con il proprio avversario, perché là si gioca la relazione con il Padre.

Il tempo presente è il tempo dell’incontro con il Signore in cui si è chiamati ad accordarsi con il nemico, nostro fratello, perché questo è l’atteggiamento del Padre nostro verso l’umanità intera. Diversamente, l’ostinarsi nel contrapporsi all’altro e creare divisione rende l’uomo nemico del Padre stesso. Discernere il tempo presente, il tempo della vita di Gesù e dell’incontro quotidiano con lui attraverso la Parola e le relazioni, è appello alla conversione. Gesù ricorda che aprirsi alla conversione del cuore, della storia personale e comunitaria, ecclesiale e sociale, è aprire la porta al Signore che bussa e attende: “Ritornate a me – e io ritornerò a voi, dice il Signore dell’universo” (Mal 3,7). 

sorella Francesca

Fonte

Puoi ricevere il commento al Vangelo del Monastero di Bose quotidianamente cliccando qui

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12, 54-59
 
In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
 
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
 
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Parola del Signore