Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 22 Gennaio 2020

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Secondo la tradizione di Israele, in obbedienza alla rivelazione ricevuta da Mosè sul Sinai (cf. Es 20,8-11; Dt 5,12-15), il sabato è giorno in cui non si lavora, per riconoscere la signoria di Dio e dedicarsi con più attenzione e disponibilità di tempo alla lode a lui, “l’Amante della vita” (Sap 11,26). Ma come può celebrare in pienezza la vita, rispondendo alla volontà originaria di Dio, chi è menomato nel corpo o nello spirito? Gesù lo sa bene, per questo poco prima ha detto, con una semplicità disarmante eppure così strana per i professionisti della religione: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Mc 2,27).

Il nostro brano ci presenta un caso evidentissimo a cui questo principio può, anzi deve essere applicato. Mentre insegna in sinagoga, Gesù scorge nell’assemblea liturgica un uomo con la mano destra paralizzata. Il suo sguardo coglie il bisogno di questa persona, mentre lo sguardo degli uomini religiosi (“scribi e farisei”: Lc 6,7) spia il comportamento di Gesù, “per vedere se lo cura in giorno di sabato, e così accusarlo”. Quale differenza di sguardo, dunque di cuore! E soprattutto, che triste esempio di cattiveria questo secondo sguardo, violazione interiore del giorno dedicato al Signore…

Ma Gesù non si cura di loro, la sua attenzione va al bisogno dell’uomo in difficoltà. Per questo gli chiede di alzarsi e mettersi in mezzo, così che tutti possano vederlo e il suo bisogno sia il vero centro del sabato. Poi, rivolto a chi lo disprezza, pone una domanda semplicissima: “È lecito in giorno di sabato fare il bene o fare il male, salvare una vita o ucciderla?”. Elementare, si direbbe. “Ma essi tacevano”. Perché? Perché pongono la legge religiosa al di sopra del bene dell’essere umano, della vita. Preferiscono mettere in cattiva luce Gesù piuttosto che riconoscere che ha ragione, cioè mettere in discussione se stessi. In fondo, non riescono a fare spazio in sé all’alternativa secca prospettata da Gesù, per loro inconcepibile: non fare il bene possibile in favore dell’altro, significa ucciderlo!

Gesù allora va in collera e si rattrista per la durezza di cuore di costoro, tanto bravi a celebrare liturgie… invano, come direbbe il profeta, che lui stesso cita: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me – dice il Signore –. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini” (Is 29,13; Mc 7,6-7). Poi, guardando negli occhi i suoi accusatori, cioè usando in modo diverso e coinvolgente lo sguardo, Gesù si rivolge al malato. Ciò che segue è solo una naturale conseguenza: ridona salute alla sua mano, restituendolo così alla piena integrità, alla condizione di creatura amata da Dio; gli altri, lividi di rabbia, congiurano su come fare fuori Gesù. Nel giorno dedicato alla celebrazione della vita, tramano progetti di morte: quale splendida celebrazione del sabato!

Ma concentriamoci sulla semplice domanda di Gesù: perché non capiamo (non accettiamo?) che la via aperta da Gesù, compimento della volontà originaria del Padre, è la via della vita, quella vita da potenziare, di cui godere e far godere in pienezza chi ci è accanto, ogni giorno? Ogni giorno è l’oggi di Dio, è un’occasione per celebrare la vita. Perché insistiamo a far prevalere la religione sulla vita? Gesù ha detto, fatto, voluto il contrario.

fratel Ludwig

Fonte

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI

E’ lecito in giorno di sabato salvare una vita o rovinarla?
Dal Vangelo secondo Marco Mc 3, 1-6   In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire. Parola del Signore