Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 13 Gennaio 2021

63

Marco, nella sua forma sintetica, densa e semplice, ci descrive nel brano di oggi tre scene dell’attività di Gesù. L’insegnamento e le azioni di guarigione di Gesù sono rivolte a gruppi di persone, a singoli, a parenti dei suoi discepoli. Egli agisce in vari spazi: in pubblico, nella sinagoga e in ambienti più ristretti come quello della casa di Simone. Vive la dimensione pubblica e quella privata con lo stesso intento e la stessa accoglienza. Egli è venuto a predicare il vangelo e a portare la salvezza a tutti coloro che la accolgono. L’esclusività del messaggio di Gesù non sta nella scelta di un “pubblico”, ma nella scelta di ognuno di noi ad accogliere o meno la sua Parola come Parola di vita.

Nel brano di oggi si parla della guarigione della suocera di Simone e poco dopo della guarigione di molti che accorsero a lui. La descrizione della guarigione della suocera di Simone è molto semplice, potrebbe sembrare anche insignificante rispetto al racconto di altri miracoli compiuti da Gesù. Eppure in questa semplicità e nel gesto che la donna farà dopo essere guarita si riassume il motivo profondo del disegno di salvezza che Gesù è venuto a compiere per l’umanità. Egli porta non solo una salvezza fisica ma viene a guarire le nostre relazioni con Dio e con i nostri fratelli e sorelle. “Ed ella li serviva” (v. 31): l’azione della suocera di Simone non è un semplice servilismo dettato dalle convenzioni sociali del tempo relative alla donna, ma è l’accoglienza del dono che Gesù le ha portato. Il servizio al fratello e alla sorella è la traduzione e la declinazione di quell’amore che Gesù ci ha donato nella vita di tutti i giorni e nelle relazioni quotidiane. Questo piccolo miracolo raccontato oggi dà il significato a tutti i miracoli del vangelo: Gesù compie tali gesti per restituire a ciascuno di noi la capacità di amare di un amore teso verso il fratello e la sorella dunque una capacità di servire l’altro.

Il brano prosegue con altre due scene: l’accorrere della gente a Gesù e l’accorrere dei discepoli alla ricerca di Gesù. Il messaggio che Gesù darà ai discepoli sarà anch’esso un messaggio di salvezza. Salvezza che riguarda ciascuno di noi nel costruire e alimentare una vita interiore. La scelta di Gesù di cercare un luogo di solitudine per pregare ci indica la via da percorrere per dare qualità ai gesti e alle parole che compiamo e diciamo, e soprattutto per alimentare una libertà da noi stessi, da quello che noi compiamo. La qualità e la profondità del nostro agire dipende dalla qualità e dalla profondità della nostra relazione con Dio. Il fermarsi nella solitudine in preghiera è prendere una distanza dai nostri gesti e consegnarli al Signore, che siano gesti di bene o gesti di male. Solo così riusciamo a non esserne posseduti, questa è la salvezza di cui è portatore Gesù. 

Alla fine del brano Gesù invita i suoi ad andare altrove perché egli possa predicare anche là. Quale espressione di libertà più chiara rispetto ai propri gesti e quale espressione di adesione più fedele al disegno di Dio, che ha mandato il suo Figlio perché avessimo la vita in abbondanza? 

sorella Beatrice


Fonte

Puoi ricevere il commento al Vangelo del Monastero di Bose quotidianamente cliccando qui

Articolo precedenteDownload – Lezionario per le messe rituali
Articolo successivodon Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 13 Gennaio 2021