Monastero di Bose – Commento al Vangelo del 24 Dicembre 2018

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Luca mette in bocca a Zaccaria, il sacerdote padre di Giovanni, un cantico di lode, in parallelo con il cantico di Maria (Lc 1,46-56).

Zaccaria canta la salvezza che si compie per opera del Signore, e della quale proprio il piccolo Giovanni, nato contro tutte le aspettative umane, sarà testimone. Le sue parole sono un’eco della Scrittura santa di Israele. Nei salmi si canta la fedeltà del Signore all’alleanza con il suo popolo: la parola del Signore attraversa la storia di Israele e delle genti come una promessa che puntualmente si compie (“Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza, parola data per mille generazioni”: Sal 105,8). È la promessa fatta ad Abramo: il Signore non solo avrebbe fatto di lui una nazione grande, ma gli avrebbe concesso la sua benedizione, e di essere a sua volta fonte di benedizione (Gen 12,2; cf. Gen 26,3). È la promessa fatta a David: il Signore stesso gli avrebbe edificato una casa (2Sam 7,27), lo avrebbe salvato da tutti i suoi nemici. È la parola consegnata ai profeti, che già dilatano la salvezza di Israele a una salvezza per tutte le genti: una luce brilla sul destino umano sottoposto alla morte (cf. Is 9,1), un “sole di giustizia” spunta dall’alto per tutti coloro che temono Dio (Ml 3,20).

E Zaccaria si china su Giovanni. Colmo di Spirito santo, egli stesso è profeta, annuncia la parola di Dio che si compie in quel bambino: egli preparerà nel deserto una strada al Signore (Is 40,3; cf. Lc 3,4-6), farà sperimentare la salvezza come perdono dei peccati, come misericordia di Dio (vv. 77-78). È l’opera del Messia, l’azione di misericordia e perdono che si manifesterà con potenza in Gesù. È Gesù la luce della vita (cf. Gv 8,12) che rischiara quanti sono nelle tenebre, e Giovanni è il testimone della luce (cf. Gv 1,7)

La risposta di Zaccaria all’opera realizzata da Dio è la benedizione (cf. Sal 134,1). Zaccaria benedice quando riconosce che l’azione di Dio si compie nonostante la sua incredulità; la vede in quel bambino che è piccolo, ma che ha già ricevuto il sigillo dello Spirito santo nel grembo di Elisabetta (Lc 1,44). E conferma il nome del bambino in occasione della sua circoncisione, del suo ingresso nell’alleanza secondo la legge di Mosè. “Scrisse: ‘Giovanni è il suo nome’ … E parlava benedicendo Dio” (Lc 1,63-64).

Giovanni significa “Dio ha fatto misericordia”, e Zaccaria mostra di aver fede in questa misericordia di Dio. È il nome che Zaccaria ha ascoltato dall’angelo (Lc 1,13), e che ha saputo comunicare a Elisabetta nonostante il suo mutismo. Anche noi siamo chiamati a benedire, a riconoscere il dono di Dio presente nelle nostre vite (l’altro significato del nome Giovanni è “dono di Dio”), nonostante la nostra fede vacillante. “Siete stati chiamati a benedire, per ricevere in eredità la benedizione” (1Pt 3,9).

Ogni mattina cantiamo con tutta la chiesa il Benedictus, il canto della benedizione e dell’attesa. Lasciamo che illumini il nostro sguardo cattivo, lo renda capace di scorgere il dono di Dio nella nostra vita, di vedere la sua benedizione su chi incontriamo ogni giorno. E il Signore conduca i nostri cuori sulla via della pace.

fr. Adalberto

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Lc 1, 67-79
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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