Commento al Vangelo del 5 Settembre 2020 a cura dei Monaci Benedettini –

XXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II

  • Periodo: Sabato
  • Il Santo di oggi: S. Quinto; S. Bertino; S. Teresa di Calcutta
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Il Signore è vicino a chiunque lo invoca
  • Letture del giorno: 1Cor 4,6b-15; Sal 144; Lc 6,1-5
  • Calendario Liturgico di Settembre

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

Il Signore del Sabato.

Gli occhi di molti erano puntati sulla persona del Cristo durante la sua esperienza terrena. I più ne traevano motivo di ammirazione per quanto egli andava annunciando e testimoniando; i soliti scribi e farisei cercavano invece di coglierlo in fallo per poi trarne motivi di accusa. La loro mente era inquinata da false interpretazioni sulla legge, di cui si sentivano immeritatamente i custodi unici e gelosi. Erano poi incappati in una forma di religiosità solo esteriore ed ipòcrita, si preoccupavano di minùzie e tralasciavano l’essenziale. Gesù stigmatizza ripetutamente il loro comportamento.

Abbiamo sentito in questi giorni: li definiva sepolcri imbiancati, guide cieche e smaschera più volte le loro ipocrisie. Oggi prendono lo spunto da un gesto semplice ed innocente degli apostoli, i quali, passando attraverso rigogliosi campi di grano, raccolgono in giorno di festa qualche spiga, per mangiarne i chicchi. Ecco pronta la critica rivolta a loro, ma indirizzata allo stesso Gesù: «Perché fate ciò che non è permesso di sabato?». Ignorano la novità di Cristo, ignorano la libertà che egli vuole dare ai suoi, non vogliono riconoscere che egli è l’inviato di Dio, il Messia tanto atteso ed ora rifiutato e contestato. È terribile essere privi della vista degli occhi del nostro corpo, è di gran lunga peggiore la situazione di chi cade nella cecità dell’anima.

I puri di cuore vedono Dio e percepiscono la sua divina presenza. I ciechi nell’anima sono capaci di rinnegare anche l’evidenza per restare aggrappati al loro misero orgoglio. Senza il dono della fede saremmo cechi anche noi. Ringraziamo Dio per tutti i suoi doni. Ringraziamolo dei segni quotidiani con i quali ci conferma nel bene e nella verità. Ringraziamolo perché ci ha liberati dai lacci della legge per aprirci all’amore, che supera ogni timore e ci congiunge direttamente a Dio.


AUTORE: Monaci Benedettini
FONTE: https://liturgia.silvestrini.org
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