Commento al Vangelo del 4 Settembre 2020 a cura dei Monaci Benedettini –

XXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II

  • Periodo: Venerdì
  • Il Santo di oggi: S. Rosalia; B. Caterina Mattei
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: La salvezza dei giusti viene dal Signore
  • Letture del giorno: 1 Cor 4, 1-5; Sal 36; Lc 5, 33-39
  • Calendario Liturgico di Settembre

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

Lo sposo, le nozze, il digiuno.

Il digiuno, per noi, credenti in Cristo, è un gesto penitenziale e di espiazione, scandito da precisi momenti liturgici e affidato alla generosità dei singoli. Digiunando intendiamo partecipare personalmente e comunitariamente alle sofferenze di Cristo per aggiungere quel che manca alla sua passione. Digiuniamo anche per allenare il nostro spirito alle scelte migliori e ai decisi rifiuti delle tentazioni.

Nei momenti di gioia siamo sollecitati ad esprimere tutta la nostra partecipazione: dobbiamo rallegrarci nel Signore per la sua presenza viva, per la sua risurrezione, per i suoi doni e le sue grazie. Quando lo Sposo è presente e la festa delle nozze è in atto, noi, come invitati, dobbiamo doverosamente rallegrarci nel Signore. Non può essere quello il tempo del digiuno. La festa cristiana ha le sue preminenti motivazioni nella fede e mai soltanto negli eventi umani. La liturgia, quando è intensamente vissuta, ci unisce alla festa perenne del cielo facendoci ripercorrere i momenti della storia della nostra salvezza.

Così accade che gioia e dolore, festa e lutto scandiscono la nostra vita fino all’approdo fanale, alle nozze eterne, alla pasqua finale, dove «Non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate». Gli apostoli sono con lo Sposo, con Cristo e non possono e non debbono digiunare. Verrà anche per loro il momento della passione, della croce e allora lo sposo scomparirà dai loro occhi. Allora avranno sì, motivo di digiunare e di rattristarsi ma per rincontrarsi nella festa eterna, nel banchetto eterno che non finirà mai.


AUTORE: Monaci Benedettini
FONTE: https://liturgia.silvestrini.org
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