Michele Tambellini – Commento al Vangelo del 8 Aprile 2020

206

Ascoltiamo oggi alcuni particolari in più rispetto al Vangelo di ieri. Seguiamo il racconto di Matteo. Interessante fare uno zoom su Giuda.

Mai nel racconto viene chiamato “il traditore”. L’evangelista sottolinea che l’identità di Giuda, in primis, è quella di essere uno dei dodici. Non dimentichiamo che anche la sera della cattura, Gesù non lo chiamerà traditore, ma amico.

Anche nel nostro piccolo, nella nostra quotidianità può capitare di tradire il Maestro, ma Lui ci ha scelti, qualunque cosa ci accada siamo suoi, i nostri fallimenti per Lui sono secondari. A Giuda si chiudono le orecchie per ascoltare la voce di Gesù, si apre la bocca per dichiarare la sentenza “colpevole”.

La sua fiducia nel Maestro scompare, diventa uno sfiduciato. Gesù oggi continua a dire a noi: “farò la mia Pasqua da te, con i miei discepoli”. Vieni Maestro, siediti alla tavola del mio cuore, ho fiducia in Te!