Matteo Ferrari per Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 3 Giugno 2020

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Continua il confronto tra Gesù il mondo religioso del suo tempo. Questa volta entrano in scena i sadducei. Queste “dispute” del Vangelo di Marco dimostrano come fosse variegato e ricco il mondo religioso del giudaismo del tempo di Gesù; un mondo nel quale c’era confronto e dibattito, senza che per questo ci si delegittimasse vicendevolmente.

Con i sadducei Gesù affronta un tema molto importante: quello della risurrezione dei morti. I sadducei infatti non credevano, a differenza dei farisei, nella risurrezione. Gli interlocutori di Gesù per imbastire la loro argomentazione partono dalla nostra esperienza, prendono le mosse dalla vita terrena per interpretare quella che è nella dimensione di Dio. Gesù invece parte dalla Scrittura, si fa interprete della Scrittura. Al centro dell’argomentazione di Gesù non c’è una confutazione delle parola dei Sadducei a partire dall’esperienza umana, ma a partire dalla Parola di Dio, contenuta nelle Scritture.

Innanzitutto Gesù afferma esplicitamente che per affrontare i temi che riguardano Dio, occorre lasciare i parametri terreni, occorre assumere uno sguardo «altro». La vita in Dio è tutt’altro rispetto alla vita terrena, proprio come è «Altro» Dio. In Dio parteciperemo dell’alterità di Dio e sarà possibile l’impossibile.

In secondo luogo Gesù invita a scrutare le scritture, indicando la via per assumere questo sguardo «altro» della vita di Dio. È interessante che Gesù non usi la Bibbia come un «prontuario» di risposte. Egli non va a cercare nella Bibbia i passi che parlano direttamente di un argomento, magari facendo – come spesso può accadere – una forzatura del testo. Gesù legge le Scritture nel loro insieme, nella loro complessità, le lascia risuonare e si lascia ispirare.
Gesù per rispondere ai suoi interlocutori, parte da un testo della Torah, quella parte delle Scritture ebraiche che anche i sadducei riconoscevano. Egli parte dalla rivelazione del nome di Dio. Per parlare dell’uomo e della donna, della risurrezione, Gesù fa riferimento a Dio che vuole essere chiamato «Dio di…». È in questo volto fedele di Dio, che vuole essere il «Dio dei nomi» che Gesù trova la risposta alla domanda sulla risurrezione dei morti. Gesù, in questo passaggio del Vangelo di Marco, si fa maestro nell’interpretazione della Scrittura.

Risuona particolarmente dura l’espressione che Gesù rivolge ai sadducei: «Siete in errore, perché non conoscete le Scritture». Gesù per rispondere alla domanda dei suoi interlocutori ricorre alle Scritture e riconoscere che il loro problema è l’«ignoranza delle Scritture». I sadducei che parlavano con Gesù non saranno certamente stati persone che ignoravano materialmente le Scritture. Tuttavia Gesù rimprovera loro di non avere quella conoscenza personale e profonda delle Scritture che permette di riconoscere in esse la Parola che Dio rivolge a noi oggi.

Le parole che Gesù rivolge agli uomini religiosi del suo tempo, le rivolge anche a noi oggi. Gesù smaschera anche i nostri errori e riconosce che anche per noi la radice dell’errore è l’ignoranza delle Scritture. Un invito quindi ad amare e a conoscere la Scrittura per saper rispondere alle domande fondamentali della nostra vita a partire, non dalla prospettiva della terra, ma con gli occhi di Dio. Noi siamo necessariamente in errore sulle cose che riguardano Dio, che interessano la nostra vita, che toccano l’esistenza della Chiesa se non conosciamo le Scritture e non ascoltiamo in esse la Parola.

[Ringrazio Matteo Ferrari, monaco di Camaldoli, che ha scritto il commento di questo mercoledì]


Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia all’Università di Genova ha ottenuto la Laurea Magistrale in Filosofia ed Etica delle Relazioni all’Università di Perugia e in Ontologia Trinitaria all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI), dove attualmente è dottorando in studi teologici interreligiosi. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain” (sito).

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.