Juan Luis Caballero – Commento al Vangelo del 2 Giugno 2021

Porsi delle sane domande sulla vita dopo la resurrezione, è assolutamente ragionevole. E non è neppure strano che la strada più semplice per trovare una spiegazione possa essre quella di paragonarla a qualcosa che già viviamo qui e ora. Tuttavia, è lo stesso Paolo che ci ricorda: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano» (1Cor 2, 9).

L’Apostolo dice di essere stato rapito in paradiso e di aver udito parole indicibili « che non è lecito ad alcuno pronunciare» (2Cor 12, 4). E, allora, cosa può capire delle cose di Dio un uomo “carnale”, cioè una persona che non è per nulla “spirituale”, che non si lascia istruire dallo Spirito? (cfr. 1Cor 3,1-3).

Tutto ciò che in terra sperimentiamo e viviamo non ci dice molto della vita gloriosa, perchè quella novità che ci aspetta – «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21, 5) -, quella gloria, supera interamente la nostra comprensione: «Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi» (Rm 8, 18). Cosa potremmo dire riguardo «all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo» (Ef 4, 13). E tuttavia quanto è facile rendere meschino quello che è grande, parlare banalmente delle cose più alte!

I sadducei pongono a Gesù una questione che, secondo il loro ragionamento, riduce all’assurdo la fede nella resurrezione. Ma si basano sulla Legge mosaica (cfr. Dt 25, 5-6; Gen 38, . Gesù risponde utilizzando la stessa legge diecendo loro che non l’hanno compresa (cfr. Es 3, 6). Per chi non vuole credere, i testi non sono di alcun ostacolo, perchè si possono sempre rigirare per fargli dire quello che si vuole, sviando tutto. Il brano di oggi riporta alla memoria quelle parole «14Ma le loro menti furono indurite; infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane, non rimosso, quando si legge l’Antico Testamento, perché è in Cristo che esso viene eliminato» (2Cor 3, 14).

Guardare a Cristo, aprirsi a Lui con fede, ci trasforma. In Cristo troviamo la sapienza e il potere di Dio vivo e della vita. Solo il suo Spirito è capace di aprire il nostro cuore e la nostra mente. Quanto è importante trattarlo per poterci aprire ai misteri di Dio e vivere di essi!


Fonte: La pagina Facebook di “Opus Dei Italia” | Sito Web con tutti i commenti al Vangelo 

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