Josep Boira – Commento al Vangelo del 27 Maggio 2021

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Il personaggio del vangelo di oggi doveva essere ben noto ai discepoli, se l’evangelista ricorda il suo nome e quello del padre. È facile immaginarlo mentre racconta la sua indimenticabile esperienza all’uscita da Gerico. Osserviamo questo incontro tra due uomini, il figlio di Timeo e il figlio di Davide. Il primo è cieco dalla nascita; il secondo è luce del mondo e ricco di misericordia.

La cecità e la povertà non impediscono a Bartimeo di sentire. Nelle sue lunghe giornate, passate “lungo la strada”, risuonavano ogni tanto le monete che alleggerivano la sua povertà. Quel giorno, invece, le sue orecchie ascoltarono qualcosa di nuovo: da lì passava il Maestro di Nazaret. E cominciò a gridare, chiedendo pietà, per sentire i rimproveri di molti che volevano zittirlo. Ma, le sue grida erano tanto forti che giunsero sino alle orecchie di Gesù che lo fece chiamare. Abbandonando quel poco che possedeva, il mantello e qualche moneta, andò incontro a Dio stesso. Si compi, in tal modo, quello che forse Bartimeo aveva chiesto nella sua preghiera a lungo:«Signore, ascolta la mia preghiera, a te giunga il mio grido di aiuto» (Salmo 102, 2).

Così Bartimeo con la sua fede gridata a gran voce, ottiene dal Maestro la guarigione. E la sua storia continua con una vita nuova. Ormai, non sta più “lungo” la strada ma sulla strada per camminare con Lui. In Bartimeo sembra avverarsi quello che anche san Paolo testimonia: «dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte» (Fil 3, 13).

Spesso può succedere di non vedere bene la nostra strada. È il momento di ravvivare la nostra fede con una preghiera più perseverante, disposti ad ascoltare anche il consiglio di un buon amico («Coraggio! Alzati, ti chiama!») e ottenere, quindi, la forza che ci spinge a saltare, abbandonando tutto ciò che può esserci di impedimento a seguire il Maestro: il mantello, la nostra cecità, il nostro passato…
Come ci consiglia san Josemaría, facciamo nostra la supplica di Bartimeo: «Mettiti ogni giorno davanti al Signore e, come quel povero bisognoso del Vangelo, digli piano, con tutto lo slancio del tuo cuore: “Domine, ut videam!” — Signore, che io veda!; che io veda ciò che ti aspetti da me e lotti per esserti fedele»[1].

[1] San Josemaría, Forgia, n. 318.


Fonte: La pagina Facebook di “Opus Dei Italia” | Sito Web con tutti i commenti al Vangelo 

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