Josep Boira – Commento al Vangelo del 22 Settembre 2021

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Gesù rende i Dodici partecipi della sua stessa missione. Quando li scelse li aveva chiamati “apostoli” (cfr. Lc 6, 13), che significa inviati, perché li avrebbe inviati a compiere le stesse cose da lui fatte sin dall’inizio della sua vita pubblica: guarire i malati, scacciare i demoni, predicare il Regno di Dio.

Erano compiti che superavano di gran lunga le possibilità umane di quei dodici uomini, la maggioranza dei quali erano pescatori, senza una particolare preparazione. Però rimaniamo sorpresi dalla sollecitudine con la quale rispondono. Quasi senza bagaglio, senza provviste, si lanciano convinti che lì dove andranno e saranno ben ricevuti, non mancherà loro nulla del necessario per il loro sostentamento. Sanno che Dio provvederà perché si sono fidati del maestro, non delle proprie forze.

Quei primi dodici cominciano a sentire la sete per la salvezza delle anime, la stessa che ha Gesù. Per questo è venuto nel mondo. “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal Cielo”, confessiamo nel Credo. Questo anelito che nutrono gli apostoli è ben diverso dal semplice desiderio di avere successo.

Non solo, ma sanno che debbono essere preparati a eventuali insuccessi nella loro missione e a non aver paura di dare anche in questo caso una chiara testimonianza, in modo che gli abitanti che non li hanno accolti non potranno mai dire che nessuno ha parlato loro della buona novella del Regno di Dio. Chissà se questa “testimonianza contro di loro” alla fine darà anche il suo frutto? “Hai avuto un insuccesso! – Noi non abbiamo mai insuccessi.

– Hai totalmente riposto in Dio la tua fiducia. – Non hai tralasciato, poi, alcun mezzo umano. Convinciti di questa verità: il tuo successo – ora e in questa circostanza – era fallire. – Ringrazia il Signore e ricomincia di nuovo!”[1].

Nella Chiesa del XXI secolo Gesù continua a scegliere e a inviare i nuovi apostoli, affinché, lì dove si trovano, fidandosi completamente nella sua parola e partecipando della stessa sete di anime che ha Dio, guariscano i malati dell’anima e imbevano i cuori con la dottrina salvifica di Cristo.

Josep Boira

[1] San Josemaría, Cammino, n. 404.


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