Il Vangelo del giorno – giovedì 14 giugno 2018 – Gesuiti

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La Parola del Signore non è soltanto balsamo per le ferite di chi soffre, è anche luce che squarcia le tenebre, acqua che purifica, fuoco che forgia, tocco che plasma.

Il nostro cammino di fede è autentico se smonta alcuni degli schemi con cui siamo abituati a leggere la realtà, se ci fa avanzare verso orizzonti inediti, se rende la nostra vita più scomoda, ma anche più umana.

Non basta non uccidere! È necessario aver cura e proteggere la dignità dell’altro, soprattutto quando non ne condividiamo le idee. Non basta evitare il conflitto e chiudersi nelle proprie comode certezze! È necessario avere il coraggio di muovere il primo passo verso una riconciliazione. Non basta delegare a terzi l’onere di fare giustizia! È necessario, in ogni circostanza, mettere in gioco la nostra libertà e la nostra responsabilità.

Davanti a richieste così esigenti, lo scoramento può prendere il sopravvento. Eppure, nella fatica del cammino, riusciamo a intuire la bellezza di questo viaggio, lasciamo che sia questa a guidarci.

Non per paura, né per dovere ma solo per Amore.

A cura di Maria Pia Sacco

Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Rifletto sulle domande

Cos’è per me, oggi, la Parola del Signore?

Quando, pur non uccidendo, non ho tutelato la dignità dell’altro?

In che luogo vorrei che il Signore accompagnasse e guidasse la mia responsabilità?

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato secondo il metodo della spiritualità ignaziana, disponibile anche tramite la loro newsletter quotidiana.

Vangelo

Mt 5, 20-26
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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