Il Vangelo del giorno, 7 Aprile 2020 – Gv 13, 21-33. 36-38

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Commento al Vangelo del 7 aprile 2020 a cura dei Monaci Benedettini –
Settimana Santa – Anno A

  • Periodo: Lunedì
  • Il Santo di oggi: S. Giovanni Battista de La Salle
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza
  • Letture del giorno: Is 49, 1-6; Sal.70; Gv 13, 21-33. 36-38
  • Calendario Liturgico di Aprile

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews.

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

Uno di voi mi tradirà.

L’annuncio del tradimento di uno di loro coglie di sorpresa e getta nello sgomento i Dodici. Cristo svela la personalità del traditore in modo simbolico. Porge a Giuda un pezzo di pane, intinto nel piatto comune: ulteriore gesto di amicizia. Ma Giuda rifiuta l’amicizia, si chiude in se stesso, s’immerge interamente nel tradimento. Nessuno si accorge, tranne coloro a cui viene rivelato, perché ognuno è padrone della sua coscienza, e il Signore ci lascia completamente liberi. Giuda esce immediatamente dal cenacolo; si autoesclude dal gruppo. “Era notte – dice l’evangelista – era notte veramente nel cuore di questo discepolo”.

La vicenda di Gesù si andrà dipanando inesorabilmente verso la morte, ma l’esito è del tutto imprevedibile. Gesù annuncia un viaggio in un luogo inaccessibile ai discepoli e, poco prima, l’aveva detto anche ai giudei, sotto il segno di una glorificazione sua e del Padre. Tuttavia tale annuncio era stato una minaccia per i giudei; per i discepoli ha il tono di un tenero e dispiaciuto addio. In questa drammatica situazione Pietro intuisce confusamente che qualcosa di grave sta per accadere, e con il suo solito entusiasmo, è disposto a dare la sua vita per Cristo! Gesù, conoscendo la fragilità umana e la sincerità del suo discepolo, rispose: “Daresti la tua vita per me?

Non canterà il gallo che tu non m’abbia rinnegato tre volte”. Pietro non si rende conto, ma anche per lui, quella, sarà una notte di tradimento. Gesù deve patire da solo, in una solitudine che allontana da lui gli amici più cari. E giungerà al termine della sua vita con un esito apparentemente fallimentare. Già si era rassomigliato al chicco di grano che cade in terra e muore per portare molto frutto. Posiamo anche noi il capo sul suo petto, per coglierne i battiti e i fremiti di fronte ai non sempre riconosciuti nostri tradimenti. Ma non per questo, ci lascia soli. Ci ama e ci attende. La nostra fiducia in lui sia come la sua nella fedeltà e nell’amore del Padre.