Il Vangelo del giorno, 6 Dicembre 2018 – Mt 7, 21.24-27

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Il commento al Vengelo del
6 Dicembre 2018 su Mt 7, 21.24-27

PRIMA SETTIMANA DEL TEMPO DI AVVENTO – Anno III/C

  • Colore liturgico: BIANCO
  • Periodo: Giovedì
  • Il Santo di oggi: S. Nicola – memoria
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Benedetto colui che viene nel nome del Signore
  • Letture del giorno: Is 26, 1-6; Sal.117; Mt 7, 21.24-27
  • Calendario Liturgico di Dicembre

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews:

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 7, 21.24-27
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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Commento al Vangelo a cura dei Monaci Benedettini

Entri il popolo giusto che mantiene l’alleanza.

La Liturgia della Parola di oggi ci presente due fatti differenti: da una parte l’incredulità dell’uomo e dall’altra il suo fondamento, la necessità di essere fondato sulla roccia.

Il primo ci ricorda l’evento catastrofico di Babilonia nel quale l’uomo fondò la sua radice nella sicurezza su se stesso, sugli idoli e quindi ha rotto la sua alleanza con il Signore, subendone anche le conseguenze. Il profeta Isaia, per volontà del Signore, annunzia e proclama la grande rivelazione che la sicurezza dell’uomo viene da Dio e dalla fedeltà a lui, la vera garanzia di vita.

Aggiunge poi il salmista che “è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo”. Tutto questo per Matteo, è il punto di partenza sull’ascolto docile della parola del Signore e il presupposto per metterla in pratica.

L’uomo, fidandosi di Dio realizza pienamente la sua alleanza perenne, la sua adesione intima, fonda cioè la sua vita sulla roccia, che è Cristo, Figlio Unico, pietra angolare su cui il Padre costruisce la sua forte dimora e città del suo popolo. Affidiamoci al Signore.

Possa essere questo Avvento la richiesta della grazia del più affidamento al Signore, perché “è meglio affidarsi al Signore che confidare ai potenti”.