Il Vangelo del Giorno, 30 Giugno 2017 – Mt 8, 1-4

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Il testo ed il commento al Vangelo di oggi,
30 Giugno 2017 – Mt 8, 1-4

XII Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

  • Colore liturgico: Rosso
  • Periodo: Venerdì
  • Il Santo di oggi: Ss. Primi martiri Chiesa di Roma (mf); S. Adolfo
  • Benedetto l’uomo che teme il Signore.
  • Letture del giorno: Gen 17,1.9-10.15-22; Sal.127; Mt 8, 1-4
  • Calendario Liturgico di Giugno

Mt 8, 1-4
Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno – Mt 8, 1-4

A cura dei Monaci Benedettini

Lo toccò dicendo…

Tutte le malattie, sia fisiche che spirituali, umiliano l’uomo, ne limitano le potenzialità e lo pongono in una situazione di bisogno urgente di un adeguato ed efficace soccorso. Alcune di esse creano ulteriore imbarazzo perché deturpano evidentemente l’immagine dell’uomo, ne sfigurano le sembianze, rendendolo sgradevole alla vista degli altri. Diventa più drammatica la situazione quando alla malattia viene annessa una idea di impurità e vi scorge il pericolo del contagio. Per questo i lebbrosi venivano emarginati dalla società e rilegati in luoghi solitari ed inospitali, spesso in caverne. Oggi vediamo uno di loro uscire audacemente allo scoperto perché egli vuole incontrare Gesù.

Ha una fervente preghiera da rivolgergli: «Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi». Se vuoi, tu puoi: ecco come egli fa emergere la sua splendida fede adorna di grande umiltà. Si affida a Cristo e si rimette alla sua volontà. Lo steso Gesù nella sua agonia dirà: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». Anche Gesù stava dicendo a Dio “se vuoi!”. Anche quando egli è diventato maestro di preghiera ci ha insegnato a dire: “Sia fatta la tua volontà”. Sappiamo però, forse anche per personale esperienza, che fede e umiltà smuovono sempre il cuore di Cristo verso chi così impetra il suo intervento. Egli infatti “Lo toccò dicendo: “Lo voglio, sii guarito.

[ads2]E subito la lebbra scomparve”. È bello e consolante per noi vedere Gesù che tocca, senza schifarsi, le nostre più umilianti miserie: egli vuole stabilire una comunione piena con la nostra umanità, sembra voglia prendere contatto diretto con le nostre piaghe nella consapevolezza che dovrà poi assumerle tutte su di sé per sanarci definitivamente. Prima di dirci “questo è il mio corpo, questo è il mio sangue” vuole scrutare e stabilire già una comunione con il nostro corpo, malato e sofferente, come sarà il suo nella crudelissima passione. Il toccare e il parlare formeranno i tratti essenziali delle nostre eucaristie; siamo chiamati a ripetere i suoi gesti e le sue parole con lo stesso intento di guarire e di salvare.

Il Signore ribadisce che non ci è lecito escludere la mediazione umana e sacerdotale per conseguire le nostre interiori purificazioni: il lebbroso è già guarito, ma Gesù gli ordina: “Và a mostrarti al sacerdote”. Un monito preciso ed inequivocabile per tutti coloro che pretendono “fare da sé”, senza la sua Chiesa di cui Lui è il capo.

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