Il Vangelo del giorno, 27 Dicembre 2018 – Gv 20, 2-8

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Il commento al Vengelo
del 27 Dicembre 2018
su Gv 20, 2-8

QUARTA SETTIMANA
DEL TEMPO DI AVVENTO
Anno III/C

Colore liturgico: BIANCO

  • Periodo: Giovedì
  • Il Santo di oggi: S. GIOVANNI – Festa
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Gioite, giusti, nel Signore
  • Letture del giorno: 1 Gv 1, 1-4; Sal 96; Gv 20, 2-8
  • Calendario Liturgico di Dicembre

Gv 20, 2-8
Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews:

Commento al Vangelo a cura dei Monaci Benedettini

Vide e credette…

È la festa del discepolo prediletto del Signore, “il discepolo che Gesù amava”, colui che nell’Ultima cena pose il suo capo sul petto del Signore, percependone l’intensità dei palpiti, colui che ai piedi della croce si sentirà ripetere da Gesù morente: “figlio, ecco tua Madre”.

È insieme a San Pietro, uno dei primi testimoni oculari della risurrezione di Cristo. È lui l’autore del quarto Vangelo e di due splendide lettere che inneggiano alla carità e all’amore e del libro dell’Apocalisse. Possiamo definirlo il grande teologo che afferma in modo inequivocabile la divinità del Cristo.

È anche l’apostolo che, pur non narrandoci l’ultima cena, meglio degli altri approfondisce il mistero eucaristico e la teologia del pane di vita. Coglie in profondità anche il significato recondito del disegno divino della incarnazione e redenzione del Verbo che si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi, perché noi diventassimo figli di Dio.

È lui a riferirci del Cristo Luce del mondo, è ancora lui che parla di segni più che di miracoli per smuovere alla fede autentica i suoi lettori. Viene da pensare che la sua prima fonte, dopo l’esperienza personale diretta, sia stata la Vergine Madre, non perché la citi particolarmente, ma per la profondità con cui tratta di Cristo e dei suoi misteri.

Dobbiamo molta gratitudine a questo apostolo ed evangelista per le grandi verità che ci ha insegnato, formano ora il prezioso bagaglio della rivelazione a cui tutta la Chiesa si ispira.