Il Vangelo del Giorno, 27 dicembre 2016, Gv 20, 2-8

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Il testo ed il commento al Vangelo di oggi,
27 Dicembre 2016 – Gv 20, 2-8

Ottava di Natale

  • Colore liturgico: Bianco
  • Periodo: Martedì – I Settimana del Tempo di Natale
  • Il Santo di oggi: S. Giovanni ap. ev. (f); S. Teodoro
  • Gioite, giusti, nel Signore.
  • Letture del giorno: 1 Gv 1, 1-4; Sal 96; Gv 20, 2-8

Gv 20, 2-8
Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno – Gv 20, 2-8

Commento a cura dei Monaci Benedettini

Discepolo prediletto.

Siamo oggi invitati a metterci in attento ascolto di colui che ci rivela i segreti di Dio, che ha poggiato il suo capo sul petto del Signore ascoltandone i teneri battiti in momenti drammatici, di quel discepolo che Gesù amava, l’unico che ha avuto il coraggio di salire fino al Golgota e ivi rimanere fino a strappare dal cuore del crocifisso l’ultimo regalo per l’umanità: Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Egli si presenta attraverso il suo vangelo e le sue lettere come l’apostolo della carità: amore di Dio di cui è prova l’amore verso il prossimo. Modello di questo amore verso il Padre è Gesù, nell’obbedienza alla sua volontà e verso gli uomini nel dono di se stesso, nel pane di vita e nella lavanda dei piedi nell’ultima cena: Vi ho dato l’esempio affinché anche voi vi laviate i piedi gli uni gli altri.

E’ il primo degli apostoli che getta il suo sguardo nel sepolcro vuoto e diventa in questo modo testimone verace della risurrezione del Signore che ama immensamente. Per questo suo amore non può tollerare il tradimento di Giuda. E’ una realtà così dolorosa che gli ripugna, inaccettabile.

Non lascia quindi occasione nel suo vangelo di mostrare orrore per l’ingrato tradimento e ogni volta che deve fare il nome di Giuda, gli rimprovera il suo delitto: “Colui che poi lo tradì”.

La sua testimonianza è fondata su quanto egli ha potuto constatare e sperimentare: “Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo a voi perché anche voi siate in comunione con noi”.

Egli è un testimone particolare, unico vorrei dire, della vita del Signore. A lui Gesù sulla croce affidò la mamma. Egli la prese con sé. Chi può dire quante confidenze abbia avuto da Maria? E come si sarà infiammato il suo cuore via via che prendeva una conoscenza più profonda del mistero del Figlio di Dio.

San Giovanni ci introduca nella conoscenza di questo amore per esserne conquistati e infiammati.